In Italia fino al 20 novembre. Alla tele (alla rai) c'è un programma in cui stanno tutti vestiti di sacco e si pentono del consumismo, con la crisi che c'è. Il freak invitato è uno che non compra l'acqua minerale e spegne la luce quando esce dalla stanza. La conduttrice gli chiede "come fa a vivere così?". L'esperto in antispreco, una specie di monaco stilita, consiglia di non lasciare la tv in standby. Se vedemo.
domingo, 2 de noviembre de 2008
domingo, 26 de octubre de 2008
Io e te, da soli
C'era una signora, al supermercato del barrio, sui 55, che comprava le fettine e parlava con il macellaio. Ah io la Cristina non la posso proprio vedere. E quel che ha fatto con i fondi pensione? Guarda, se potessi io la impiccherei. Proprio così ha detto, la impiccherei. Ho cercato di immaginarmela, la cicciottella delle fettine, mentre dava il calcio allo sgabello e magari tirava pure un po' dalle gambe per finirla. Non è stato bello.
Ma che ha fatto la Cris coi fondi pensione? Come ha già detto Tanoka, il miglior pezzo in italiano sul progetto di nazionalizzazione dei fondi sta su Rotta a Sud-Ovest. Progetto, appunto, perché dopo il solito annuncio faremo-questo-e-quello la partita si giocherà in parlamento. E là è da tempo che non c'è maggioranza affidabile, il che significa che sono ricominciati i conteggi delle palline, i giri di telefonate, le allegre trame parlamentari.
Al di là delle prevedibili reazioni indignate della Nación (che però onore al merito oggi pubblicava una succulenta intervista al direttore della Previdenza Sociale Baudou), dei forti dubbi della Voz del Interior, dell'appoggio-ma di Crítica e delle affannose difese di P/12, quel che ci si domandava in casa è come fanno i Kirchner a non piacere anche quando prendono iniziative da discrete in su. Tanto per precisare da che pulpito viene la predica, la mia signora è una di quei lavoratori che nel '94, all'epoca dell'opzione (l'ora delle decisioni irrevocabili), in piena epidemia neolib, hanno rotto il silenzio-assenso per restare nella previdenza pubblica, e io mi onoro di stare fra gli oldfashioned che pensano ancora che i privati possano fare tutti i mestieri che vogliono meno sanità istruzione e previdenza. I Coniugi Nazionali non sappiamo bene da che parte siano stati negli ultimi 15 anni, sicché tutto quel che possiamo dire è benvenuti, ragazzi, meglio tardi che mai.
Dicevo, evidentemente alla signora del linciaggio-alla-superette il governo non piacerà mai, ma anche fra i nostri compagnucci della working class universitaria e affini le perplessità non mancano. Quali sono le vere motivazioni della presidente? La tutela dei lavoratori o la cassa (o entrambe)? E' così che si fanno le cose? Si prendono le decisioni nella solita stanzetta, si annunciano all'improvviso? Si fa un dibattito nazionale sulla legge d'istruzione pubblica, se ne apre un altro che ormai dura da un anno sulla riforma del sistema radiotelevisivo, e si aboliscono i fondi pensione così damblé? Era il momento? Era il caso, un anno dopo aver riaperto (sacrosantamente) il diritto d'opzione che i sedicenti liberali non avevano previsto? Oltretutto, dopo che tre milioni e passa di persone (tre milioni di pazzi, ma saranno pure affaracci loro) avevano di nuovo scelto la gestione privata?
Basta la metà di queste domande per farsi catalogare a destra (la destra lanatiana*, ho letto da qualche parte) dalla piccola folla di kirchneristi ortocromatici che imperversa sulla web. Ed è vero, c'è una discreta possibilità che siamo dei formalisti frivoli, che non sappiamo leggere le situazioni, non capiamo le urgenze, mordiamo pure la mano che ci dà l'osso. E che l'opposizione, che si ricorda all'improvviso che sto sistema privato faceva un po' schifetto, finisce per dare ragione a chi l'ha svegliata a martellate. Ma al di là dell'aspirazione a un po' più di trasparenza, a due-tre idee di programma di governo formalizzate, a meno sorprese, a meno arie fra il paternalista e la coscienza di élite illuminata, tutta roba più borghese della schweppes all'arancia, lo so, rimane la preoccupazione di cui scriveva Caparrós in un articolo peraltro discutibile e che con più efficacia esprimeva il collega Gabriel: "questi qua stanno consegnando il paese alla destra". Forse non ce n'è nemmeno bisogno, ci si consegna pure da solo, ma fra qualche anno a che sarà servito questo ehm stile di governo?
Va bene, fine del pianto greco. Vedremo che succede con i fondi pensione, in parlamento, sui media e in piazza. Página dice che i ragazzi hanno in mano un paio di sondaggi che li danno favoriti, sia a BsAs che quaggiù nelle remote province. Sarebbe bello se fosse così, per la riforma in sé e anche perché sarebbe una bella dimostrazione che, in pieno attacco mediatico, la ggente non è poi così succube del gruppo Clarín come le prefiche vanno lamentando.
Ma che ha fatto la Cris coi fondi pensione? Come ha già detto Tanoka, il miglior pezzo in italiano sul progetto di nazionalizzazione dei fondi sta su Rotta a Sud-Ovest. Progetto, appunto, perché dopo il solito annuncio faremo-questo-e-quello la partita si giocherà in parlamento. E là è da tempo che non c'è maggioranza affidabile, il che significa che sono ricominciati i conteggi delle palline, i giri di telefonate, le allegre trame parlamentari.
Al di là delle prevedibili reazioni indignate della Nación (che però onore al merito oggi pubblicava una succulenta intervista al direttore della Previdenza Sociale Baudou), dei forti dubbi della Voz del Interior, dell'appoggio-ma di Crítica e delle affannose difese di P/12, quel che ci si domandava in casa è come fanno i Kirchner a non piacere anche quando prendono iniziative da discrete in su. Tanto per precisare da che pulpito viene la predica, la mia signora è una di quei lavoratori che nel '94, all'epoca dell'opzione (l'ora delle decisioni irrevocabili), in piena epidemia neolib, hanno rotto il silenzio-assenso per restare nella previdenza pubblica, e io mi onoro di stare fra gli oldfashioned che pensano ancora che i privati possano fare tutti i mestieri che vogliono meno sanità istruzione e previdenza. I Coniugi Nazionali non sappiamo bene da che parte siano stati negli ultimi 15 anni, sicché tutto quel che possiamo dire è benvenuti, ragazzi, meglio tardi che mai.
Dicevo, evidentemente alla signora del linciaggio-alla-superette il governo non piacerà mai, ma anche fra i nostri compagnucci della working class universitaria e affini le perplessità non mancano. Quali sono le vere motivazioni della presidente? La tutela dei lavoratori o la cassa (o entrambe)? E' così che si fanno le cose? Si prendono le decisioni nella solita stanzetta, si annunciano all'improvviso? Si fa un dibattito nazionale sulla legge d'istruzione pubblica, se ne apre un altro che ormai dura da un anno sulla riforma del sistema radiotelevisivo, e si aboliscono i fondi pensione così damblé? Era il momento? Era il caso, un anno dopo aver riaperto (sacrosantamente) il diritto d'opzione che i sedicenti liberali non avevano previsto? Oltretutto, dopo che tre milioni e passa di persone (tre milioni di pazzi, ma saranno pure affaracci loro) avevano di nuovo scelto la gestione privata?
Basta la metà di queste domande per farsi catalogare a destra (la destra lanatiana*, ho letto da qualche parte) dalla piccola folla di kirchneristi ortocromatici che imperversa sulla web. Ed è vero, c'è una discreta possibilità che siamo dei formalisti frivoli, che non sappiamo leggere le situazioni, non capiamo le urgenze, mordiamo pure la mano che ci dà l'osso. E che l'opposizione, che si ricorda all'improvviso che sto sistema privato faceva un po' schifetto, finisce per dare ragione a chi l'ha svegliata a martellate. Ma al di là dell'aspirazione a un po' più di trasparenza, a due-tre idee di programma di governo formalizzate, a meno sorprese, a meno arie fra il paternalista e la coscienza di élite illuminata, tutta roba più borghese della schweppes all'arancia, lo so, rimane la preoccupazione di cui scriveva Caparrós in un articolo peraltro discutibile e che con più efficacia esprimeva il collega Gabriel: "questi qua stanno consegnando il paese alla destra". Forse non ce n'è nemmeno bisogno, ci si consegna pure da solo, ma fra qualche anno a che sarà servito questo ehm stile di governo?
Va bene, fine del pianto greco. Vedremo che succede con i fondi pensione, in parlamento, sui media e in piazza. Página dice che i ragazzi hanno in mano un paio di sondaggi che li danno favoriti, sia a BsAs che quaggiù nelle remote province. Sarebbe bello se fosse così, per la riforma in sé e anche perché sarebbe una bella dimostrazione che, in pieno attacco mediatico, la ggente non è poi così succube del gruppo Clarín come le prefiche vanno lamentando.
*Questo dev'essersi sentito brillante. Lo ha detto pure alla moglie, a cena: lo sai che ho scritto oggi? Lei gli ha rovesciato la zuppa knorr sui pantaloni.
lunes, 20 de octubre de 2008
Gufando
Allora sta crisi arriva o no? Sono due settimane che l'abbiamo ordinata! Me l'ha pure chiesto un amico spagnolo: noi stiamo con le pezze al culo, voi ancora no? No, noi siamo in "calma tesa", siamo quasi sicuri che qualcosa succederà ma non sappiamo quando e soprattutto quanto. Ai primi crolli delle borse in giro per il mondo, e alla notizia della svalutazione del Real, erano riapparse le code per comprare dollari davanti alle case di cambio - a Buenos Aires qualcuno faceva previsioni nere, ed effettivamente l'allineamento con il Brasile sembrava probabile. Poi, e ci siamo ancora dentro, un periodo di relativa tranquillità, con il dollaro fermo o quasi. Ma Córdoba almeno sulla carta non avrebbe molto da stare allegra:
- l'industria automobilistica dipende in grande misura dall'estero: se non comprano, ci si ferma;
- i cereali e la soia sono calati praticamente ai prezzi dello scorso anno, e in compenso i costi sono aumentati in dollari; difficile che qualcuno finisca sul marciapiede a elemosinare, ma è possibile che tutto si restringa, affitti, macchine agricole, costruzione (il grande investimento del produttore negli ultimi anni) e in generale il giro di liquido nei paesi del campo.
Probabilmente fra qualche tempo sentiremo la mancanza dell'inflazione.
- l'industria automobilistica dipende in grande misura dall'estero: se non comprano, ci si ferma;
- i cereali e la soia sono calati praticamente ai prezzi dello scorso anno, e in compenso i costi sono aumentati in dollari; difficile che qualcuno finisca sul marciapiede a elemosinare, ma è possibile che tutto si restringa, affitti, macchine agricole, costruzione (il grande investimento del produttore negli ultimi anni) e in generale il giro di liquido nei paesi del campo.
Probabilmente fra qualche tempo sentiremo la mancanza dell'inflazione.
domingo, 12 de octubre de 2008
Beccate sta pinguinata!
Gassmann-Ravicchio lancia l'eponimo pinguino, sulla spiaggia di Mardel, ne Il Gaucho di RisiAlla fine Mar del Plata si prende la finale della Davis, dopo una romanzesca vicenda ricca di colpi di scena, ironie cordobesi e lacrime amare. La perfida Nación dice che la decisione è venuta direttamente da molto in alto. Se uno fosse così irresponsabile da pensare che i ns. governanti, con l'ariaccia che tira, dedichino il loro tempo alla Davis, bisogna dire che l'ipotesi "l'ha presa la provincia di Bs As perché è il bastione dei Kirchner" è un po' più razionale di quella "diamo una mano a Córdoba" di qualche giorno fa. Ma insomma, almeno la smettiamo di parlare di cretinate e magari pensiamo a qualcosa di più serio. Mentre scrivo, alla tele c'è l'episodio dei Simpsons in cui Springfield organizza le Olimpiadi. Guarda te.
jueves, 2 de octubre de 2008
Scontro di civiltà
La polizia stradale della provincia è uscita dal periodo di prova. Il che significa posti di controllo volanti, e multe anziché moral suasion. Una delle prime vittime è stato il nostro ottantenne di casa, che beccato con la patente scadutissima si è messo a discutere col poliziotto che non voleva lasciarlo andare e gli ha pure detto: "ma se guido meglio di te!". Vantaggi dell'età, io al posto suo stavo al gabbio. A parte gli scherzi, i controlli sono quasi più pericolosi del cordobese al volante, tre file di coni all'improvviso in mezzo alla circonvallazione - niente cartello di avvertimento - più il pericolo di bersi quello davanti a te che vede la madama da lontano e inchioda intanto che con una mano spegne il telefono e con l'altra allaccia la cintura. Le multe fioccano (oggi alla radio si parlava di un migliaio al giorno) ma quello che mi colpisce è il problemone di adattamento alla norma, dopo anni di mancanza totale di controlli e un criterio generale di volemose bene. Le luci basse, le cinture obbligatorie, il telefono, ma soprattutto il numero di passeggeri e i bambini in braccio. Ricordo una discussione di qualche anno fa con un amico, io con il numero di passeggeri omologato, scritto sul libretto e tatuato nel cervello, lui con l'argomento "e se ho cinque figli? come si permette lo stato di farmene lasciare uno a casa? o mi ordinano di comprare un pulmino?". Ecco, più o meno questi sono gli argomenti che si sentono in giro in questi giorni, il concetto "tanti passeggeri quante sono le cinture" sembra durissimo da masticare; stamattina alla radio mezz'ora di commenti in favore della famiglia che deve viaggiare col bebé sulla fiorino, e chiaramente non potrebbe - salvo lasciare a casa un genitore. Il residuo di costume italiano che mi porto addosso - abitudine allo stato di polizia, diceva graziosamente un amico mio - si meraviglia ancora.
jueves, 25 de septiembre de 2008
Passami l'insalatiera
Questa è la prima pagina della Voz di oggi. Dev'essere per via del clima quasi estivo.

E questa è la provincia in cui un millennio fa ci si pigliava a sampietrini per lo sconto sulle pensioni e l'eventualità dei pagherò provinciali. Raggiunto l'accordo per cui la nazione manderà - a cento lire per volta - l'aiuto necessario, la priorità è portare a casa la finale di Coppa Davis. Per cui, tutti a darsi da fare, dal governatore, al sindaco della capitale, e addirittura a Cristina che avrebbe promesso interessamento personale. E perché no, in fondo la riconciliazione è necessaria (poi vediamo quanto utile) a tutti, e poi qua Nalbandian giocherebbe in casa - magari si allena - e si potrebbe mettere giù la superficie ultrarapida che ostacolerebbe il terricolo Nadal. Quel che è meno chiaro per ora è chi mette i schei, e quanti ne servono.
miércoles, 24 de septiembre de 2008
Piccolo, il mondo
Dopo averlo lasciato qualche anno fa, mi sono riabbonato a Hoy Día Córdoba, che è uno spartano quotidiano a distribuzione diretta. Stamattina ho ricevuto il primo numero e il paginone centrale cultura-magazine-spettacoli etc. era occupato da questo articolo de O' Professore. Sicché me lo sono letto subito, nell'apposito vano della casa, in preda alla sensazione - ingiustificata, ma così funziona la indernè - di "io a questo lo conosco!" e anche il brivido di condividere buona parte di quanto scritto, che non succede spesso. Guarda un po' come dobbiamo diffamare la patria all'estero. Allo stesso tempo, mi sono ricordato chiaramente del motivo per cui avevo mollato l'Hoy día, che era appunto questa abitudine di appiccicare roba presa da siti da battaglia tipo indymedia. O sono diventato più tollerante, oppure il mainstream in questi anni si è giocato l'autorevolezza, con notizie tipo la bambina che parla perfettamente italiano in Grecia, che poi viene fuori che non solo è la figlia della sua rapitrice, ma non parla affatto l'italiano e non è nemmeno una bambina ma un geometra del catasto di Rieti. Il problema è che dovendo sempre leggere tutto in difesa, screma e screma, alla fine la lettura mi lascia solo le idee che avevo già prima.
martes, 16 de septiembre de 2008
No TAV?
Secondo la Voz di oggi, il progetto del treno ad alta velocità BsAs-Rosario-Córdoba sarebbe stato congelato almeno per l'anno prossimo, visto che nella finanziaria in presentazione non ci sono le voci relative. I motivi sarebbero la crisi della banca Natixis che avrebbe dovuto finanziare l'opera da due miliardi e mezzo di euro, e le condizioni della finanza mondiale, che proprio bene non sta.
Il tren-bala, per chiamarlo col nome da lunapark con cui è diventato famoso, in realtà non piaceva quasi a nessuno, nonostante Córdoba e Rosario chiedano gridando un sistema di trasporto alternativo alle corriere, al servizio aereo spesso erratico, e al treno attuale, che viaggia due volte a settimana a una media al di sotto dei 50km/h, ed è sempre pieno di turisti, nostalgici dell'orient-express e pensionati che riscoprono il vagone letto. Troppo caro (anche senza pensare a qualche aumento in corso d'opera), finanziato a 30 anni da una banca estera, con la necessità di sussidiare il prezzo del biglietto o dedicarlo ad una ristretta fascia di pubblico, ed una lunga lista di eccetera meno definitivi, dalla necessità di barriere anti-mucche ai dubbi sul bisogno di un sistema elettrico ad hoc. Insomma una via di mezzo fra la cattedrale nel deserto e la piramide della dinastia Kirchner. Pino Solanas e i suoi di Proyecto Sur ne hanno approfittato per proporre un sistema molto più ampio di treni normali per passeggeri e merci.
Come sempre sordo alle critiche - almeno apertamente - il governo si era intestardito a sostenere il TGV, fra frizzi e lazzi. Sicché questa potrebbe essere l'occasione per cedere alle critiche senza ammetterlo e sfilarsi elegantemente dal progetto.
Quel che invece c'è in finanziaria, sempre secondo il giornale, è una partitina di una milionata di euro per gli "studi di fattibilità", il che la dice lunghissima su questa politica degli annunci, per cui si dà per finita l'opera prima ancora di vedere come la si farà, e che ho paura non sia un problema solo argentino.
Il tren-bala, per chiamarlo col nome da lunapark con cui è diventato famoso, in realtà non piaceva quasi a nessuno, nonostante Córdoba e Rosario chiedano gridando un sistema di trasporto alternativo alle corriere, al servizio aereo spesso erratico, e al treno attuale, che viaggia due volte a settimana a una media al di sotto dei 50km/h, ed è sempre pieno di turisti, nostalgici dell'orient-express e pensionati che riscoprono il vagone letto. Troppo caro (anche senza pensare a qualche aumento in corso d'opera), finanziato a 30 anni da una banca estera, con la necessità di sussidiare il prezzo del biglietto o dedicarlo ad una ristretta fascia di pubblico, ed una lunga lista di eccetera meno definitivi, dalla necessità di barriere anti-mucche ai dubbi sul bisogno di un sistema elettrico ad hoc. Insomma una via di mezzo fra la cattedrale nel deserto e la piramide della dinastia Kirchner. Pino Solanas e i suoi di Proyecto Sur ne hanno approfittato per proporre un sistema molto più ampio di treni normali per passeggeri e merci.
Come sempre sordo alle critiche - almeno apertamente - il governo si era intestardito a sostenere il TGV, fra frizzi e lazzi. Sicché questa potrebbe essere l'occasione per cedere alle critiche senza ammetterlo e sfilarsi elegantemente dal progetto.
Quel che invece c'è in finanziaria, sempre secondo il giornale, è una partitina di una milionata di euro per gli "studi di fattibilità", il che la dice lunghissima su questa politica degli annunci, per cui si dà per finita l'opera prima ancora di vedere come la si farà, e che ho paura non sia un problema solo argentino.
lunes, 15 de septiembre de 2008
Questo l'ho fatto io

Ed è solo l'avanzo della sei porzioni che ci siamo sbafati ieri. Sicché, Matarazzo, andá tapale la boca a tu herm va', scantona, va' coi tuoi.
viernes, 12 de septiembre de 2008
Non esiste
I creativi della distilleria dietro casa non dormono mai - che cosa prendano per non dormire, non so. Sul giornale di oggi c'è questo annuncio, "abbiamo scritto alla Real Academia" e la copia della letterina. Ammirevole il tono ironico (cliccando si ingrandisce).

Chi dovrebbe lavorare un po' sull'ironia è la suddetta Academia, quando si lancia a castellanizzazioni di questo tipo.
miércoles, 10 de septiembre de 2008
Ossigeno (caro)
Quando ho visto questa foto stamattina ho pensato che lui, Schiaretti, il nostro governor, stesse sfogando la tensione di settimane di anticamera e un cumulo di due di picche alto così, e che la Presi, bè, è sempre carino che uno sia affettuoso, ma così tanto mi imbarazza un po'.
Sono andati insieme a Buenos Aires, il governatore Schiaretti e il sindaco Giacomino, in stile fratelli Caponi, con i loro problemi in comune - che poi sarebbero i nostri - conti che non tornano e conseguenze frivole tipo opere pubbliche ferme e più serie come stipendi da pagare. E quello che si è visto al telegiornale non è stato molto edificante: il sindaco che dava la colpa di quasi tutti i problemi a "quelli che ci hanno preceduto", come se lui non fosse stato vicesindaco e l'altro vicegovernatore, e si dichiarava soldato del kirchnerismo, nonché (che non dicano che siamo provinciali, che siamo tirati) "con tutto il rispetto, amico" - mentre presidente e entourage facevano di sì con la testa - prima di chiedere dialogo, ma soprattutto aiuto. In realtà, dalla parte del governo nazionale non è che abbiano meno bisogno di aiuto, specie a Córdoba dove non hanno mai battuto un chiodo e meno ancora dalla "crisi del campo" in qua, ma avere il portafogli in mano dà un certo vantaggio. Ne sono usciti, i nostri, con la promessa del completamento dell'autostrada Córdoba-Rosario, soldi per opere idriche e soprattutto la promessa di accordo sul finanziamento della cassa di previdenza. Ma il sindaco, che ha fatto buona parte del "lavoro sporco" (Schiaretti evita accuratamente di criticare il suo ex-capo), ha dato un'altra dinamitata ai ponti con gran parte del suo stesso partito, e si è definito come referente cordobese del kirchnerismo, che come si diceva è un po' mettersi una pietra elettorale al collo (oltre al fatto che se uno è soldato almeno si scegliesse una causa meno nebulosa, ma questo è un apprezzamento personale). E il governo ha confermato l'impressione che le relazioni, ehm, istituzionali si basano in gran parte sulla lealtà personale, e lealtà non nel senso nobile del termine. Sicché la domanda di Fritz è: a chi servono questi spettacoli? Tornando ai fatti, il problema adesso è sapere se i soldi della Cassa saranno sufficienti per evitare l'emissione dei buoni-cambialetta di cui tutti parlano, e l'eventuale riscaldamento globale della provincia che potrebbe seguire.
domingo, 7 de septiembre de 2008
Arrivano i buoni?
La situazione delle finanze provinciali è sempre pìù complicata, dopo il taglio alle pensioni più alte che avrebbe dovuto risolvere l'emergenza della Cassa di previdenza. La trattativa con il governo nazionale sul finanziamento della cassa procede fra alti e bassi, e si sente parlare sempre più insistentemente di una nuova emissione di buoni provinciali con cui verranno pagati stipendi e pensioni dei dipendenti pubblici, e che in pratica funzioneranno da moneta sostitutiva finché non ci saranno denari veri per poterli ritirare dalla circolazione. Ci sono due precedenti di "cuasimoneda" provinciale negli ultimi anni, i Cecor del governatore Mestre a metà degli anni 90, e i Lecor (lettere di cancellazione delle obbligazioni provinciali) di De La Sota emessi dopo il botto del 2001. In quell'occasione, per mettere una pezza alla crisi nazionale vennero emessi più di 15 buoni diversi fra nazione e province. Se ne possono vedere molti esempi in questa pagina di numismatica da cui viene anche questa immagine dei Lecor. Sembrano i soldi del monopoli, ma funzionano davvero.

Alla fine pare che le polemiche degli ultimi tempi sull'entità del debito provinciale non fossero ingiustificate, come ci si ostinava a dire da parte del governo, e la scelta del peronismo cordobese - o almeno della corrente che ha vinto le elezioni - di schierarsi apertamente all'opposizione dei Kirchner ha precipitato gli eventi.
Gli statali non saranno contenti. Oltretutto questo fine settimana sono stati arrestati una decina di dirigenti sindacali per i disturbi dei giorni scorsi. Con le buone non gli sarebbe piaciuto lo stesso, ma i metodi pare siano stati particolarmente antipatici - aprite-o-sfondiamo-la-porta alle 5 di mattina, spiegamento di forze smisurato. Domani si comincia con uno sciopero generale, e non mi sorprenderebbe una settimana piuttosto mossa, per dirlo gentilmente.
Gli statali non saranno contenti. Oltretutto questo fine settimana sono stati arrestati una decina di dirigenti sindacali per i disturbi dei giorni scorsi. Con le buone non gli sarebbe piaciuto lo stesso, ma i metodi pare siano stati particolarmente antipatici - aprite-o-sfondiamo-la-porta alle 5 di mattina, spiegamento di forze smisurato. Domani si comincia con uno sciopero generale, e non mi sorprenderebbe una settimana piuttosto mossa, per dirlo gentilmente.
jueves, 4 de septiembre de 2008
La noiosa vita di provincia, 2
I passeggeri della linea Sarmiento, che va dal centro di Buenos Aires alla zona ovest dell'hinterland, questa mattina hanno preso abbastanza male la notizia che la linea era interrotta per un problema tecnico.
Foto da criticadigital.comNoi, che non abbiamo treni di pendolari, continuiamo ad annoiarci.
Ah, quella della foto _non_ è una buona soluzione per le famose zecche di fs-trenitalia. Non fatevi tentare.
Ah, quella della foto _non_ è una buona soluzione per le famose zecche di fs-trenitalia. Non fatevi tentare.
martes, 2 de septiembre de 2008
Dantesco
E' l'aggettivo preferito dai vari cronisti in giornate come oggi, ma soprattutto ieri. Com'è la situazione? Dantesca. La Sierra è un fiorire di incendi, e il vento ha riempito di fumo e cenere la città.
Gli incendi sono quasi tutti dolosi o stupidosi - la signora che si è messa a bruciare le foglie secche nel cortile! - e con umidità intorno al 15%, 30 gradi e vento sostenuto in piena stagione secca (non piove da giugno), capirai, è un invito a nozze. Oggi il vento ha girato da sud, la giornata è stata decisamente più fresca, ma le previsioni dicono che forse (forse) se fa due gocce d'acqua sarà dopodomani. Qua i pompieri, almeno nei paesi, sono tutti su base volontaria - la grande novità degli ultimi due anni è che la provincia li ha iscritti tutti alla mutua, ché prima manco quella - e l'amministrazione gli passa equipaggiamento e mezzi, tramite un fantasioso contributo ad hoc che paghiamo aggiunto alla bolletta della luce.
Quindi questi poracci della fanteria appoggiano l'aereoplanino e le autopompe con le pompette a spalla - e nelle zone scoscese devono fare avanti e indietro per ricaricare lo zainetto. Insomma, un massacro, oggi le radio chiedevano alla gente di portare acqua e frutta fresca perché non si disidratassero. Non è un caso che poi nel paese in fatto di prestigio se la giocano col parroco e il farmacista.
lunes, 1 de septiembre de 2008
Lo oigo todo el tiempo
Mia figlia era contenta di andare al "mio primo concerto!" ieri sera, e io curioso di sapere come si sta dal lato dei matusa. Si sta così.
- ero il più vecchio di tutti: i tipi accanto a noi, che pure non erano pargoletti, parlavano di un 486 di qualche zio con lo stesso tono con cui avrebbero detto "ieri mi sono fatto una bistecca di mammuth". Uno ha detto anche "pensa che c'era un sistema precedente a W95!". Il mio nome è Winsock, Trumpet Winsock. Sono anche stato l'unico che ha spento il telefono prima dell'inizio.
- ero il più giovane di tutti: il motivo per cui c'era mezzo migliaio di telefoni accesi era, chiaro, registrare lo show invece di vederlo. La Julieta al massimo dell'impegno e loro tutti fermi col braccetto rigido in alto, invece di usarlo per ballare, pomiciare con il vicino/a, fare con la manina il gesto di vieni qua alla star. Morti di sonno.
- ero quello con gli occhiali rosa: mi è sembrato molto bello che ci fossero un sacco di adulti-con-bambini. Magari quelli sotto i tre anni io li avrei lasciati a casa, ma dai 4 in su ce n'erano proprio tanti. Adesso esagero: l'ho presa come una specie di passaggio di testimone, che quelli come me che hanno imparato da un disco di tre minuti più di quanto non abbiano mai imparato a scuola, non si ha granché d'altro da passare. (Mai postare di sera tardi, si sbrodola miele dappertutto.)
- la Julieta in questione non è quel che si dice un animale da palcoscenico; sembra una tipetta timidina, che a trentott'anni e zillioni di show sembra insolito, ma l'effetto dell'imbranataggine è disarmante. Però quando acchiappa la fisarmonica e attacca El presente si trasforma, muove la folla - quella senza telefono - e irradia la gloria del pop, e delle silly-love-songs che ogni tanto danno una pacca sulle spalle al terzo pianeta.
- ero il più vecchio di tutti: i tipi accanto a noi, che pure non erano pargoletti, parlavano di un 486 di qualche zio con lo stesso tono con cui avrebbero detto "ieri mi sono fatto una bistecca di mammuth". Uno ha detto anche "pensa che c'era un sistema precedente a W95!". Il mio nome è Winsock, Trumpet Winsock. Sono anche stato l'unico che ha spento il telefono prima dell'inizio.
- ero il più giovane di tutti: il motivo per cui c'era mezzo migliaio di telefoni accesi era, chiaro, registrare lo show invece di vederlo. La Julieta al massimo dell'impegno e loro tutti fermi col braccetto rigido in alto, invece di usarlo per ballare, pomiciare con il vicino/a, fare con la manina il gesto di vieni qua alla star. Morti di sonno.
- ero quello con gli occhiali rosa: mi è sembrato molto bello che ci fossero un sacco di adulti-con-bambini. Magari quelli sotto i tre anni io li avrei lasciati a casa, ma dai 4 in su ce n'erano proprio tanti. Adesso esagero: l'ho presa come una specie di passaggio di testimone, che quelli come me che hanno imparato da un disco di tre minuti più di quanto non abbiano mai imparato a scuola, non si ha granché d'altro da passare. (Mai postare di sera tardi, si sbrodola miele dappertutto.)
- la Julieta in questione non è quel che si dice un animale da palcoscenico; sembra una tipetta timidina, che a trentott'anni e zillioni di show sembra insolito, ma l'effetto dell'imbranataggine è disarmante. Però quando acchiappa la fisarmonica e attacca El presente si trasforma, muove la folla - quella senza telefono - e irradia la gloria del pop, e delle silly-love-songs che ogni tanto danno una pacca sulle spalle al terzo pianeta.
miércoles, 27 de agosto de 2008
In casa
Da brave personcine educate, abbiamo aspettato anche noi il censimento provinciale in casa. Anche perché la provincia ci teneva tanto che ha direttamente proibito tutte le attività lavorative, scolastiche, commerciali, sportive e religiose (mio suocero in parrocchia si deve essere sentito come i cristiani nelle catacombe!). Sicché verso mezzogiorno è arrivata l'apposita signorina e abbiamo risposto col cuore in mano a tutte le domande. Ecco, bisogna dire che per essere stato l'argomento di conversazione, polemica, incazzature e paranoia diffusa negli ultimi tre giorni, sto censimento era proprio poca roba. Numero di abitanti, età, livello scolastico, mutua, disoccupazione, e presenza di intonaco e water-closet in casa. Per questo abbiamo inchiodato in casa tre milioni e tré di persone, chiuso negozi scuole uffici e fabbriche? Per questo le vecchiette telefonavano alla radio indignate per l'attentato alla privacy? Speravano che il loro WC non sarebbe stato mai scoperto?martes, 19 de agosto de 2008
Oro
Sorpresona al giornale radio delle sette: Juan Curuchet e Walter Pérez hanno vinto la prima medaglia d'oro a Pechino nell'americana di ciclismo - da ignorante bestia che sono ho appena saputo dalla wiki che è la prova regina delle sei giorni. Fatto notevole è che Curuchet è del '65 come me (c'è ancora un filo di speranza!).
Il resto per ora è poca roba, salvo le solite ragazzone dell'hockey che stanno in semifinale e i super-pro di calcio e basket. Un bronzo di Paula Pareto nel judo femminile e la beffa del bronzo del cordobese Romero sotto bandiera italiana nella Laser. Non è che le possibilità fossero grandiose, ma i risultati sono stati finora al di sotto delle aspettative - cioè, molta gente non è riuscita neanche ad avvicinarsi ai suoi record personali. Secondo il tipo che si occupa di sport amateur alla radio il punto è la mancanza praticamente totale di appoggio pubblico nelle discipline in cui la base non è assicurata dal mercato come calcio e tennis o dalla consuetudine sociale come rugby e hockey femminile. Qua e qua due che la pensano più o meno allo stesso modo.
viernes, 15 de agosto de 2008
Non sarebbe il caso
martes, 12 de agosto de 2008
Chi si rivede
Andarsene non se n'era mai andato, ma era parecchio che non ci ritrovavamo il rischio-paese in prima pagina come in questi giorni. Chi non sapesse di che si parla (come me che ogni tanto devo ripassare) può gugleare "riesgo país" o EMBI+ che è l'indice della JP Morgan cui di solito si fa riferimento. In breve l'indice esprime la differenza di rendimento fra i titoli dello stato in questione e quelli degli USA. Più alto il rendimento maggiore il rischio, e/o viceversa. Durante tutto il 2001 e fino alla dichiarazione del default il RP è stato fonte di angoscia quotidiana; i notiziari davano il valore dell'indice - che aumentava un po' ogni giorno - insieme all'ora esatta e alla temperatura, se ne parlava per strada, in ascensore e al desco familiare; insomma, tutta pubblicità gratis per il lexotanil. Poi dopo il default e la ristrutturazione del debito, il babàu si è sgonfiato, per tornare alla carica in questi tempi di incertezza, inflazione percepita moolto più alta di quella ufficiale, Venezuela come unico acquirente estero di titoli di stato. Complotto delle plutocrazie mondiali con la complicità dei lacchè locali? Richiamo ad una più realista sobrietà finanziaria? Probabilmente un sintomo fra tanti della necessità di dare un'aggiustatina a quello che chiamano "modello economico" prima che lo faccia la realtà, che di solito ha le mani pesanti.
viernes, 8 de agosto de 2008
La settimana enigmistica, ma liquida
C'è questo post sulla paginètta di Sergio Carreras, che è giornalista "investigativo" e rompiballe - è un complimento - della Voz. Non so se proprio tutti i cordobesi saranno in preda all'amour fou come quelli che elenca (la foto del gordito è imperdibile), ma è sicuro che il tonico aperitivo e digestivo amaro nella versione Concoca è la bibita provinciale e dintorni. Anche se la maggior parte delle volte non si serve in un tumbler alto come suggerito dal sito ufficiale, e meno con la fettina di lime, che a bordo campo dopo la partitella del sabato sono un po' difficili da trovare. E' più facile tagliare via il collo della bottiglia di plastica della coca, berne un po', buttarci dentro il fernè e far girare il bicchierone. Anzi al primo giro, le parole "tumbler" e "lime" diventano fonte di giocosità irripetibili.
Tanto ufficiale è il longdrink, che vanta innumerevoli tentativi d'imitazione, da quelli più popolari (e ce ne sono almeno altri 4-5) a quelli più sciccosi, fino al caso della distilleria dietro casa, che si è messa di punta e ha speso cifre siderali in marketing, con una campagna arty per ricchi trendy, e in ricerca - anche se poi le fasciatissime che te lo vendono al supermercato o alla fiera ti dicono che è uguale uguale al branca. Italia da bere, insomma.
Tanto ufficiale è il longdrink, che vanta innumerevoli tentativi d'imitazione, da quelli più popolari (e ce ne sono almeno altri 4-5) a quelli più sciccosi, fino al caso della distilleria dietro casa, che si è messa di punta e ha speso cifre siderali in marketing, con una campagna arty per ricchi trendy, e in ricerca - anche se poi le fasciatissime che te lo vendono al supermercato o alla fiera ti dicono che è uguale uguale al branca. Italia da bere, insomma.
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