jueves, 25 de diciembre de 2008

Natale in casa Fritzmayer

"(...)ogni uomo si accorge, un bel giorno, di essere suo padre e suo nonno e che questa è l’unica immortalità possibile” Ennio Flaiano

Cravattina ereditaria mod. Fritzmayer, in Terital Rhodiatoce originale

La fam. Fritz va a la playa per un paio di settimane. Buone feste.

martes, 16 de diciembre de 2008

Un fiorino!

Corrono tempi di Pentimento Corporativo (...si vede che ci sono degli sconti). Giusto oggi sentivo un papaverone di Standard & Poors confessare che bè, sì, avevano dato tre A di rating alle buste sorpresa di Tiramolla, ma sa, con tutti i quattrini che si guadagnavano. L'omo non è mica de legno. E ancora oggi su La Nación c'è la confessione della Siemens: abbiamo oliato un po' di ruote in Argentina per vincere l'appalto dei documenti di identità. Ho pensato: "Questa me la ricordo!". Alla fine dei favolosi '90s si era pensato di informatizzare i DNI e con loro il sistema di controlli alle frontiere, e dopo una tormentata gara la Siemens si era appunto aggiudicata l'appalto. La bella trovata era che il costo del documento "elettronico" sarebbe stato a carico del titolare. Per soli trenta pesos (venticinque più IVA, pure l'iva ci avevano messo), che all'epoca erano 30 dollari cioè un sacco de sòrdi, il povero, il ricco, l'emigrante e er ciambellano de corte da 0 a 100 anni avrebbero potuto entrare nel mondo della tecnologia applicata al controllo di sé stessi. Perché il DNI è praticamente imprescindibile per qualsiasi atto ufficiale e non, a partire dalla prima Sabin, ma insomma, visto dalla parte dell'individuo è roba di indubbia inutilità. Non è che te la mattina ti svegli e vai a controllare chi sei sul documento. Questa fantastica gabella feudale - sostenuta da un governo che viene criticato perché era liberale - alla fine non passò per una luuunga serie di complicazioni, riassunte in parte qui, ma anche reperibili in un sacco di documenti gugleando "DNI siemens". Il bello è che quando il contratto fu rifiutato dal governo di De La Rua questi della Siemens presentarono pure un appello al tribunale arbitrale della Banca Mondiale, appello che dopo le rivelazioni di oggi dovrebbe essere ritirato.
...e io che gli ho pure comprato un telefono

jueves, 4 de diciembre de 2008

Alvaro Misure (uno)

Questa mattina la Presidente ha annunciato le misure anticrisi del governo. Inizio del discorso: ripasso degli ultimi cinque anni di crescita, il pil su, la disoccupazione giù, eccetera. Poi: "Noi argentini eravamo impegnati in queste cose, quando all'improvviso si presenta il mondo e ci complica la vita."

Poi quando dico che Dino Risi è il genio del XX secolo sono io che esagero.

martes, 2 de diciembre de 2008

57 canali

"Dicono di averlo visto galleggiare su un tronco per il Paranà. Altri lo hanno visto nascosto in una fabbrica abbandonata. Alcuni credono che se ne sia andato all'estero per non tornare più. O che forse è morto. Sono anni che nessuno vede il buon gusto da queste parti. (il palooooo!)"


La vignetta è di Liniers (imperdibile il suo blog di strisce, poi ne ha anche uno più personale) che sicuramente l'ha disegnata dopo aver letto questo post di Tanoka. La battuta del palo si riferisce a un programma che fa degli share della madonna con la ¿pipe-dance? insomma quella dove si struscia il sedere su un tubo.

Dalla canzone del titolo, citerei i versi immortali:

So I bought a .44 magnum it was solid steel cast
And in the blessed name of Elvis well I just let it blast
'Til my TV lay in pieces there at my feet
And they busted me for disturbin' the almighty peace
Judge said "What you got in your defense son?"
"Fifty-seven channels and nothin' on"


Oggi sono di buon umore.

lunes, 1 de diciembre de 2008

Per tutta la famiglia

La nota casa torinese ha presentato a Buenos Aires la 500. Per intuibili (da me) ragioni di convenienza la versione disponibile da queste parti sarà la 1.4 16 valvole, destinata a occupare il segmento della Mini Cooper e pugnalarla alle spalle con un articolo altrettanto fighetto ma più piccolo e più economico. Relativamente più economico, visto che il prezzo sfiorerà i 30 mila dollari, che per farsi un'idea sono quasi un anno di lavoro di un magistrato. D'altra parte il mercato "yuppie e figli con argent-de-poche" è qui per questo, e si parla di 300 macchinette, mica di un milione.

(da "Lupin III, Il castello di Cagliostro" di Hayao Miyazaki)

Sempre la nota casa, in occasione del 90º anniversario, starebbe per firmare dopodomani un accordo con il municipio per farsi carico del restauro del Cabildo (l'edificio amministrativo coloniale) e di alcuni cpc (uffici comunali decentrati), per un po' meno di una milionata di dollari. Con l'aria che tira nella metalmeccanica cordobese, è quasi un lusso.

viernes, 21 de noviembre de 2008

Altro che Cacciari...

Di nuovo a casa, nella sonnacchiosa provincia. Bisogna dire che 32 gradi all'ombra fanno sonnecchiare parecchio, specie dopo aver passato un numero imbarazzante di ore in condizionatissimi aerei e rispettivi terminali. A ritirare i bagagli dal nastro insieme a me, la solita manciata di nordamericani in gita venatoria o, come si dice qua, cinegetica, riconoscibili dalle custodie degli schioppi e dalla conseguente fila al botteghino del Renar, il registro naz.le armi.

Per quel poco che ne so, l'aggettivo cinegetico a questi ragazzi gli potrebbe anche star largo, e non solo perché il cane non serve. Non è che vengano qui a leoni hemingwayani, e nemmeno al più modesto duck-hunting: l'attività piombifera cordobese è il dove-shooting. Già il nome è tutto un programma: al papero almeno lo si caccia, al colombo gli si spara e basta. Che poi il colombo sarebbe quello che quando è bianco e femmina attraversa mari e mari (quanti? la risposta, amico mio...) per poter riposare nella sabbia. Bè, almeno il riposo qua è bello lungo. Chi non si riposa è l'ammericano, come da sito colombofobo. Il programma è massacrante: si spara per tutta la mattinata, e fino al tramonto dopo una pausa pranzo. Sempre meglio che lavorare al mattatoio comunale, suppongo.

Go ahead, make my day. (foto wiki)

Che potente simbolo no? Americani all'estero con un fucile, e piume dappertutto. Infatti l'attività non è proprio popolarissima, e non se ne parla più di tanto perché in fondo a questa gente non la vede nessuno: un pulmino li porta sul posto, sparano per enne giorni, magnano e bevono in locande fichissime, e il pulmino li rimette in sala d'imbarco. Però quando se ne parla non sono elogi. Che vengono da fuori a massacrare la fauna, che almeno portassero soldi e lavoro (l'attività è gestita da quattro gatti), che le tonnellate di piombo inquinano, eccetera. L'ultimo eccetera è addirittura una denuncia per tentati abusi sessuali su ragazzini, presentata dall'Inadi (organismo statale anti-discriminazione).

domingo, 2 de noviembre de 2008

Chi ha due case perde il senno

In Italia fino al 20 novembre. Alla tele (alla rai) c'è un programma in cui stanno tutti vestiti di sacco e si pentono del consumismo, con la crisi che c'è. Il freak invitato è uno che non compra l'acqua minerale e spegne la luce quando esce dalla stanza. La conduttrice gli chiede "come fa a vivere così?". L'esperto in antispreco, una specie di monaco stilita, consiglia di non lasciare la tv in standby. Se vedemo.

domingo, 26 de octubre de 2008

Io e te, da soli

...non devi dirlo maaaai

C'era una signora, al supermercato del barrio, sui 55, che comprava le fettine e parlava con il macellaio. Ah io la Cristina non la posso proprio vedere. E quel che ha fatto con i fondi pensione? Guarda, se potessi io la impiccherei. Proprio così ha detto, la impiccherei. Ho cercato di immaginarmela, la cicciottella delle fettine, mentre dava il calcio allo sgabello e magari tirava pure un po' dalle gambe per finirla. Non è stato bello.

Ma che ha fatto la Cris coi fondi pensione? Come ha già detto Tanoka, il miglior pezzo in italiano sul progetto di nazionalizzazione dei fondi sta su Rotta a Sud-Ovest. Progetto, appunto, perché dopo il solito annuncio faremo-questo-e-quello la partita si giocherà in parlamento. E là è da tempo che non c'è maggioranza affidabile, il che significa che sono ricominciati i conteggi delle palline, i giri di telefonate, le allegre trame parlamentari.

Al di là delle prevedibili reazioni indignate della Nación (che però onore al merito oggi pubblicava una succulenta intervista al direttore della Previdenza Sociale Baudou), dei forti dubbi della Voz del Interior, dell'appoggio-ma di Crítica e delle affannose difese di P/12, quel che ci si domandava in casa è come fanno i Kirchner a non piacere anche quando prendono iniziative da discrete in su. Tanto per precisare da che pulpito viene la predica, la mia signora è una di quei lavoratori che nel '94, all'epoca dell'opzione (l'ora delle decisioni irrevocabili), in piena epidemia neolib, hanno rotto il silenzio-assenso per restare nella previdenza pubblica, e io mi onoro di stare fra gli oldfashioned che pensano ancora che i privati possano fare tutti i mestieri che vogliono meno sanità istruzione e previdenza. I Coniugi Nazionali non sappiamo bene da che parte siano stati negli ultimi 15 anni, sicché tutto quel che possiamo dire è benvenuti, ragazzi, meglio tardi che mai.

Dicevo, evidentemente alla signora del linciaggio-alla-superette il governo non piacerà mai, ma anche fra i nostri compagnucci della working class universitaria e affini le perplessità non mancano. Quali sono le vere motivazioni della presidente? La tutela dei lavoratori o la cassa (o entrambe)? E' così che si fanno le cose? Si prendono le decisioni nella solita stanzetta, si annunciano all'improvviso? Si fa un dibattito nazionale sulla legge d'istruzione pubblica, se ne apre un altro che ormai dura da un anno sulla riforma del sistema radiotelevisivo, e si aboliscono i fondi pensione così damblé? Era il momento? Era il caso, un anno dopo aver riaperto (sacrosantamente) il diritto d'opzione che i sedicenti liberali non avevano previsto? Oltretutto, dopo che tre milioni e passa di persone (tre milioni di pazzi, ma saranno pure affaracci loro) avevano di nuovo scelto la gestione privata?

Basta la metà di queste domande per farsi catalogare a destra (la destra lanatiana*, ho letto da qualche parte) dalla piccola folla di kirchneristi ortocromatici che imperversa sulla web. Ed è vero, c'è una discreta possibilità che siamo dei formalisti frivoli, che non sappiamo leggere le situazioni, non capiamo le urgenze, mordiamo pure la mano che ci dà l'osso. E che l'opposizione, che si ricorda all'improvviso che sto sistema privato faceva un po' schifetto, finisce per dare ragione a chi l'ha svegliata a martellate. Ma al di là dell'aspirazione a un po' più di trasparenza, a due-tre idee di programma di governo formalizzate, a meno sorprese, a meno arie fra il paternalista e la coscienza di élite illuminata, tutta roba più borghese della schweppes all'arancia, lo so, rimane la preoccupazione di cui scriveva Caparrós in un articolo peraltro discutibile e che con più efficacia esprimeva il collega Gabriel: "questi qua stanno consegnando il paese alla destra". Forse non ce n'è nemmeno bisogno, ci si consegna pure da solo, ma fra qualche anno a che sarà servito questo ehm stile di governo?

Va bene, fine del pianto greco. Vedremo che succede con i fondi pensione, in parlamento, sui media e in piazza. Página dice che i ragazzi hanno in mano un paio di sondaggi che li danno favoriti, sia a BsAs che quaggiù nelle remote province. Sarebbe bello se fosse così, per la riforma in sé e anche perché sarebbe una bella dimostrazione che, in pieno attacco mediatico, la ggente non è poi così succube del gruppo Clarín come le prefiche vanno lamentando.


*Questo dev'essersi sentito brillante. Lo ha detto pure alla moglie, a cena: lo sai che ho scritto oggi? Lei gli ha rovesciato la zuppa knorr sui pantaloni.

lunes, 20 de octubre de 2008

Gufando

Da "L'actu en patates", di Martin Vidberg, che a me pare molto divertán, quasi sempre.

Allora sta crisi arriva o no? Sono due settimane che l'abbiamo ordinata! Me l'ha pure chiesto un amico spagnolo: noi stiamo con le pezze al culo, voi ancora no? No, noi siamo in "calma tesa", siamo quasi sicuri che qualcosa succederà ma non sappiamo quando e soprattutto quanto. Ai primi crolli delle borse in giro per il mondo, e alla notizia della svalutazione del Real, erano riapparse le code per comprare dollari davanti alle case di cambio - a Buenos Aires qualcuno faceva previsioni nere, ed effettivamente l'allineamento con il Brasile sembrava probabile. Poi, e ci siamo ancora dentro, un periodo di relativa tranquillità, con il dollaro fermo o quasi. Ma Córdoba almeno sulla carta non avrebbe molto da stare allegra:
- l'industria automobilistica dipende in grande misura dall'estero: se non comprano, ci si ferma;
- i cereali e la soia sono calati praticamente ai prezzi dello scorso anno, e in compenso i costi sono aumentati in dollari; difficile che qualcuno finisca sul marciapiede a elemosinare, ma è possibile che tutto si restringa, affitti, macchine agricole, costruzione (il grande investimento del produttore negli ultimi anni) e in generale il giro di liquido nei paesi del campo.

Probabilmente fra qualche tempo sentiremo la mancanza dell'inflazione.


domingo, 12 de octubre de 2008

Beccate sta pinguinata!

Gassmann-Ravicchio lancia l'eponimo pinguino, sulla spiaggia di Mardel, ne Il Gaucho di Risi

Alla fine Mar del Plata si prende la finale della Davis, dopo una romanzesca vicenda ricca di colpi di scena, ironie cordobesi e lacrime amare. La perfida Nación dice che la decisione è venuta direttamente da molto in alto. Se uno fosse così irresponsabile da pensare che i ns. governanti, con l'ariaccia che tira, dedichino il loro tempo alla Davis, bisogna dire che l'ipotesi "l'ha presa la provincia di Bs As perché è il bastione dei Kirchner" è un po' più razionale di quella "diamo una mano a Córdoba" di qualche giorno fa. Ma insomma, almeno la smettiamo di parlare di cretinate e magari pensiamo a qualcosa di più serio. Mentre scrivo, alla tele c'è l'episodio dei Simpsons in cui Springfield organizza le Olimpiadi. Guarda te.

jueves, 2 de octubre de 2008

Scontro di civiltà

La polizia stradale della provincia è uscita dal periodo di prova. Il che significa posti di controllo volanti, e multe anziché moral suasion. Una delle prime vittime è stato il nostro ottantenne di casa, che beccato con la patente scadutissima si è messo a discutere col poliziotto che non voleva lasciarlo andare e gli ha pure detto: "ma se guido meglio di te!". Vantaggi dell'età, io al posto suo stavo al gabbio. A parte gli scherzi, i controlli sono quasi più pericolosi del cordobese al volante, tre file di coni all'improvviso in mezzo alla circonvallazione - niente cartello di avvertimento - più il pericolo di bersi quello davanti a te che vede la madama da lontano e inchioda intanto che con una mano spegne il telefono e con l'altra allaccia la cintura. Le multe fioccano (oggi alla radio si parlava di un migliaio al giorno) ma quello che mi colpisce è il problemone di adattamento alla norma, dopo anni di mancanza totale di controlli e un criterio generale di volemose bene. Le luci basse, le cinture obbligatorie, il telefono, ma soprattutto il numero di passeggeri e i bambini in braccio. Ricordo una discussione di qualche anno fa con un amico, io con il numero di passeggeri omologato, scritto sul libretto e tatuato nel cervello, lui con l'argomento "e se ho cinque figli? come si permette lo stato di farmene lasciare uno a casa? o mi ordinano di comprare un pulmino?". Ecco, più o meno questi sono gli argomenti che si sentono in giro in questi giorni, il concetto "tanti passeggeri quante sono le cinture" sembra durissimo da masticare; stamattina alla radio mezz'ora di commenti in favore della famiglia che deve viaggiare col bebé sulla fiorino, e chiaramente non potrebbe - salvo lasciare a casa un genitore. Il residuo di costume italiano che mi porto addosso - abitudine allo stato di polizia, diceva graziosamente un amico mio - si meraviglia ancora.

jueves, 25 de septiembre de 2008

Passami l'insalatiera

Questa è la prima pagina della Voz di oggi. Dev'essere per via del clima quasi estivo.


E questa è la provincia in cui un millennio fa ci si pigliava a sampietrini per lo sconto sulle pensioni e l'eventualità dei pagherò provinciali. Raggiunto l'accordo per cui la nazione manderà - a cento lire per volta - l'aiuto necessario, la priorità è portare a casa la finale di Coppa Davis. Per cui, tutti a darsi da fare, dal governatore, al sindaco della capitale, e addirittura a Cristina che avrebbe promesso interessamento personale. E perché no, in fondo la riconciliazione è necessaria (poi vediamo quanto utile) a tutti, e poi qua Nalbandian giocherebbe in casa - magari si allena - e si potrebbe mettere giù la superficie ultrarapida che ostacolerebbe il terricolo Nadal. Quel che è meno chiaro per ora è chi mette i schei, e quanti ne servono.

miércoles, 24 de septiembre de 2008

Piccolo, il mondo

Dopo averlo lasciato qualche anno fa, mi sono riabbonato a Hoy Día Córdoba, che è uno spartano quotidiano a distribuzione diretta. Stamattina ho ricevuto il primo numero e il paginone centrale cultura-magazine-spettacoli etc. era occupato da questo articolo de O' Professore. Sicché me lo sono letto subito, nell'apposito vano della casa, in preda alla sensazione - ingiustificata, ma così funziona la indernè - di "io a questo lo conosco!" e anche il brivido di condividere buona parte di quanto scritto, che non succede spesso. Guarda un po' come dobbiamo diffamare la patria all'estero. Allo stesso tempo, mi sono ricordato chiaramente del motivo per cui avevo mollato l'Hoy día, che era appunto questa abitudine di appiccicare roba presa da siti da battaglia tipo indymedia. O sono diventato più tollerante, oppure il mainstream in questi anni si è giocato l'autorevolezza, con notizie tipo la bambina che parla perfettamente italiano in Grecia, che poi viene fuori che non solo è la figlia della sua rapitrice, ma non parla affatto l'italiano e non è nemmeno una bambina ma un geometra del catasto di Rieti. Il problema è che dovendo sempre leggere tutto in difesa, screma e screma, alla fine la lettura mi lascia solo le idee che avevo già prima.

martes, 16 de septiembre de 2008

No TAV?

Secondo la Voz di oggi, il progetto del treno ad alta velocità BsAs-Rosario-Córdoba sarebbe stato congelato almeno per l'anno prossimo, visto che nella finanziaria in presentazione non ci sono le voci relative. I motivi sarebbero la crisi della banca Natixis che avrebbe dovuto finanziare l'opera da due miliardi e mezzo di euro, e le condizioni della finanza mondiale, che proprio bene non sta.

Il tren-bala, per chiamarlo col nome da lunapark con cui è diventato famoso, in realtà non piaceva quasi a nessuno, nonostante Córdoba e Rosario chiedano gridando un sistema di trasporto alternativo alle corriere, al servizio aereo spesso erratico, e al treno attuale, che viaggia due volte a settimana a una media al di sotto dei 50km/h, ed è sempre pieno di turisti, nostalgici dell'orient-express e pensionati che riscoprono il vagone letto. Troppo caro (anche senza pensare a qualche aumento in corso d'opera), finanziato a 30 anni da una banca estera, con la necessità di sussidiare il prezzo del biglietto o dedicarlo ad una ristretta fascia di pubblico, ed una lunga lista di eccetera meno definitivi, dalla necessità di barriere anti-mucche ai dubbi sul bisogno di un sistema elettrico ad hoc. Insomma una via di mezzo fra la cattedrale nel deserto e la piramide della dinastia Kirchner. Pino Solanas e i suoi di Proyecto Sur ne hanno approfittato per proporre un sistema molto più ampio di treni normali per passeggeri e merci.

Come sempre sordo alle critiche - almeno apertamente - il governo si era intestardito a sostenere il TGV, fra frizzi e lazzi. Sicché questa potrebbe essere l'occasione per cedere alle critiche senza ammetterlo e sfilarsi elegantemente dal progetto.

Quel che invece c'è in finanziaria, sempre secondo il giornale, è una partitina di una milionata di euro per gli "studi di fattibilità", il che la dice lunghissima su questa politica degli annunci, per cui si dà per finita l'opera prima ancora di vedere come la si farà, e che ho paura non sia un problema solo argentino.

lunes, 15 de septiembre de 2008

Questo l'ho fatto io


Ed è solo l'avanzo della sei porzioni che ci siamo sbafati ieri. Sicché, Matarazzo, andá tapale la boca a tu herm va', scantona, va' coi tuoi.

viernes, 12 de septiembre de 2008

Non esiste

I creativi della distilleria dietro casa non dormono mai - che cosa prendano per non dormire, non so. Sul giornale di oggi c'è questo annuncio, "abbiamo scritto alla Real Academia" e la copia della letterina. Ammirevole il tono ironico (cliccando si ingrandisce).



Chi dovrebbe lavorare un po' sull'ironia è la suddetta Academia, quando si lancia a castellanizzazioni di questo tipo.

miércoles, 10 de septiembre de 2008

Ossigeno (caro)

Quando ho visto questa foto stamattina ho pensato che lui, Schiaretti, il nostro governor, stesse sfogando la tensione di settimane di anticamera e un cumulo di due di picche alto così, e che la Presi, bè, è sempre carino che uno sia affettuoso, ma così tanto mi imbarazza un po'.

How does it feel? (foto la voz del interior)

Sono andati insieme a Buenos Aires, il governatore Schiaretti e il sindaco Giacomino, in stile fratelli Caponi, con i loro problemi in comune - che poi sarebbero i nostri - conti che non tornano e conseguenze frivole tipo opere pubbliche ferme e più serie come stipendi da pagare. E quello che si è visto al telegiornale non è stato molto edificante: il sindaco che dava la colpa di quasi tutti i problemi a "quelli che ci hanno preceduto", come se lui non fosse stato vicesindaco e l'altro vicegovernatore, e si dichiarava soldato del kirchnerismo, nonché (che non dicano che siamo provinciali, che siamo tirati) "con tutto il rispetto, amico" - mentre presidente e entourage facevano di sì con la testa - prima di chiedere dialogo, ma soprattutto aiuto. In realtà, dalla parte del governo nazionale non è che abbiano meno bisogno di aiuto, specie a Córdoba dove non hanno mai battuto un chiodo e meno ancora dalla "crisi del campo" in qua, ma avere il portafogli in mano dà un certo vantaggio. Ne sono usciti, i nostri, con la promessa del completamento dell'autostrada Córdoba-Rosario, soldi per opere idriche e soprattutto la promessa di accordo sul finanziamento della cassa di previdenza. Ma il sindaco, che ha fatto buona parte del "lavoro sporco" (Schiaretti evita accuratamente di criticare il suo ex-capo), ha dato un'altra dinamitata ai ponti con gran parte del suo stesso partito, e si è definito come referente cordobese del kirchnerismo, che come si diceva è un po' mettersi una pietra elettorale al collo (oltre al fatto che se uno è soldato almeno si scegliesse una causa meno nebulosa, ma questo è un apprezzamento personale). E il governo ha confermato l'impressione che le relazioni, ehm, istituzionali si basano in gran parte sulla lealtà personale, e lealtà non nel senso nobile del termine. Sicché la domanda di Fritz è: a chi servono questi spettacoli? Tornando ai fatti, il problema adesso è sapere se i soldi della Cassa saranno sufficienti per evitare l'emissione dei buoni-cambialetta di cui tutti parlano, e l'eventuale riscaldamento globale della provincia che potrebbe seguire.

domingo, 7 de septiembre de 2008

Arrivano i buoni?

La situazione delle finanze provinciali è sempre pìù complicata, dopo il taglio alle pensioni più alte che avrebbe dovuto risolvere l'emergenza della Cassa di previdenza. La trattativa con il governo nazionale sul finanziamento della cassa procede fra alti e bassi, e si sente parlare sempre più insistentemente di una nuova emissione di buoni provinciali con cui verranno pagati stipendi e pensioni dei dipendenti pubblici, e che in pratica funzioneranno da moneta sostitutiva finché non ci saranno denari veri per poterli ritirare dalla circolazione. Ci sono due precedenti di "cuasimoneda" provinciale negli ultimi anni, i Cecor del governatore Mestre a metà degli anni 90, e i Lecor (lettere di cancellazione delle obbligazioni provinciali) di De La Sota emessi dopo il botto del 2001. In quell'occasione, per mettere una pezza alla crisi nazionale vennero emessi più di 15 buoni diversi fra nazione e province. Se ne possono vedere molti esempi in questa pagina di numismatica da cui viene anche questa immagine dei Lecor. Sembrano i soldi del monopoli, ma funzionano davvero.




Alla fine pare che le polemiche degli ultimi tempi sull'entità del debito provinciale non fossero ingiustificate, come ci si ostinava a dire da parte del governo, e la scelta del peronismo cordobese - o almeno della corrente che ha vinto le elezioni - di schierarsi apertamente all'opposizione dei Kirchner ha precipitato gli eventi.

Gli statali non saranno contenti. Oltretutto questo fine settimana sono stati arrestati una decina di dirigenti sindacali per i disturbi dei giorni scorsi. Con le buone non gli sarebbe piaciuto lo stesso, ma i metodi pare siano stati particolarmente antipatici - aprite-o-sfondiamo-la-porta alle 5 di mattina, spiegamento di forze smisurato. Domani si comincia con uno sciopero generale, e non mi sorprenderebbe una settimana piuttosto mossa, per dirlo gentilmente.

jueves, 4 de septiembre de 2008

La noiosa vita di provincia, 2

I passeggeri della linea Sarmiento, che va dal centro di Buenos Aires alla zona ovest dell'hinterland, questa mattina hanno preso abbastanza male la notizia che la linea era interrotta per un problema tecnico.

Foto da criticadigital.com

Noi, che non abbiamo treni di pendolari, continuiamo ad annoiarci.

Ah, quella della foto _non_ è una buona soluzione per le famose zecche di fs-trenitalia. Non fatevi tentare.

martes, 2 de septiembre de 2008

Dantesco

E' l'aggettivo preferito dai vari cronisti in giornate come oggi, ma soprattutto ieri. Com'è la situazione? Dantesca. La Sierra è un fiorire di incendi, e il vento ha riempito di fumo e cenere la città.

Questa foto è di un lettore della Voz ma non c'era il nome.

Gli incendi sono quasi tutti dolosi o stupidosi - la signora che si è messa a bruciare le foglie secche nel cortile! - e con umidità intorno al 15%, 30 gradi e vento sostenuto in piena stagione secca (non piove da giugno), capirai, è un invito a nozze. Oggi il vento ha girato da sud, la giornata è stata decisamente più fresca, ma le previsioni dicono che forse (forse) se fa due gocce d'acqua sarà dopodomani. Qua i pompieri, almeno nei paesi, sono tutti su base volontaria - la grande novità degli ultimi due anni è che la provincia li ha iscritti tutti alla mutua, ché prima manco quella - e l'amministrazione gli passa equipaggiamento e mezzi, tramite un fantasioso contributo ad hoc che paghiamo aggiunto alla bolletta della luce.

Questa mi sa che è d'agenzia. Presa da diariouno.com.ar

Quindi questi poracci della fanteria appoggiano l'aereoplanino e le autopompe con le pompette a spalla - e nelle zone scoscese devono fare avanti e indietro per ricaricare lo zainetto. Insomma, un massacro, oggi le radio chiedevano alla gente di portare acqua e frutta fresca perché non si disidratassero. Non è un caso che poi nel paese in fatto di prestigio se la giocano col parroco e il farmacista.