viernes, 20 de febrero de 2009

Apologetica


Bene, sembra che per ora il match Italia-Argentina di cui parla Angelo D'Addesio sia sospeso. Il simpatico Baúscia nostro è scomparso dalle pagine dei giornali, salvo per un articolo su Clarín in cui gli si attribuisce una patetica arrampicata sul vetro: "Erano loro che ridevano, io gli ho detto di non farlo". Come si dice da queste parti, no aclares, que oscurece. Lo fa mia figlia in quarta elementare, si becca una nota.

Insomma, gli è scappata, come al solito l'istinto di entertainer da crociera ha avuto il sopravvento. Hai voglia adesso a dare la colpa al comunismo internazionale che fa girare le notizie - se in effetti il primo resoconto sull'unità era piuttosto ambiguo, youtube è stato invece inequivocabile. La battuta c'era ed era di dubbio gusto al di là del contesto - e il fatto che l'equivalenza Berlusconi=Videla sia un'asinata non è una giustificazione.

Quello che sorprende è che sia tanto difficile per Lui e per chi ni coce ir pane o lo difende nei forum capire una semplice questione di base: le barzellette sugli ebrei nel posacenere o sul pisello dei negri fanno pure ridere (a volte) ma bisogna trovarsi nel cortile della scuola media o in una riunione di colleghi più che alticci, non alla presidenza del consiglio. A me sembra ovvio ma pare che sia roba da matusa (e matusa snob, per di più), si sa che in italia oramai ci siamo rotti le balle di questi lacci e lacciuoli alla libertà individuale. Avete mai pensato ai semafori? Credete sia casuale il colore rosso?

In compenso quaggiù nella Parte Lesa, la polemica ha sollevato il solito vespaio di commenti incrociati sui siti dei giornali, fra gli scandalizzati e gli apologeti di sempre della dittatura militare. Anche qua, il minimo denominatore "anche se uno fosse un terrorista, non è bello torturarlo e ammazzarlo di nascosto" sembra qualcosa di astruso. Ma il mio problema non è tanto la manica di forumisti (che poi finiscono per annullarsi denunciandosi a vicenda al moderatore) quanto il fatto che la battuta del Berlusca l'ho sentita decine di volte, ma sul serio, da vicini di casa, colleghi di lavoro, amici, conoscenti, mezzadri e affini. Tanoka dice che si sente scansato, io ne conosco diversi che potrebbero venire a congratularsi da un momento all'altro. Devo essere capitato in un buco spaziotemporale.


Sempre a proposito di massacri, già che siamo in allegria, oggi tutti riportano la notizia del foglio di via al vescovo negazionista. Il tipo è quello che aveva detto che sì, forse qualche ebreo era morto di freddo, ma nemmeno poi tanti, e dirigeva un seminario (bella lezione, professo'!) nell'hinterland di BsAs. La scusa ufficiale è una irregolarità nel permesso di soggiorno, ma da Verbitsky mi sembra di capire che il problema sono appunto le disinvolture storiche.

Ma la cosa notevole dell'articolo di Verbitsky sono queste righe che prendono spunto dalla penalizzazione del negazionismo in Germania:
En la Argentina, el INADI prepara un proyecto similar, que penaría con un mínimo de un mes y un máximo de dos años de prisión la negación del holocausto, del genocidio armenio y del terrorismo de Estado en el país. Ese texto, que instituye el delito de opinión y limita la libertad de expresión, no fue ordenado por el Poder Ejecutivo.
Spero proprio che il progetto non passi, o mi faranno stare simpatici sti quattro nazisti dell'Illinois.

miércoles, 18 de febrero de 2009

Piena di guai


Dico, sto da solo nel tinello in mezzo alla pampa a mezzanotte e mezza a preparare l'impianto di irrigazione e il patacca che ciò nell'mp3 mi dice che vuole una vita di quelle che non dormono mai? Si fa dell'ironia? Ma accorcia ben su quell'introduzione, dai.

martes, 3 de febrero de 2009

Sotto una buona stella (anzi 12)

Andiamo ad un battesimo familiare. La gente chiacchera fra un sandwich, una empanada e una birretta. Come succede spesso, viene fuori il discorso delle origini, ma di dov'è il tuo cognome, io ci avevo uno zio russo e una nonna armena, solite geografie perdute nella notte della Pampa.

Mettendo insieme i pezzi, la bimbetta è un poco comune miscuglio mitteleuro-fiammingo - infatti è bellissima, si sa che più roba butti dentro meglio è. Non so più quale zia commenta entusiasta: "Ma allora ha un sacco di possibilità di prendere una cittadinanza europea!". Insomma, un bebè è pur sempre una dimostrazione di ottimismo e di fiducia nel futuro, ma con una via d'uscita in tasca (32 pagine, copertina borgogna) si sta più tranquilli. Si è detto ottimisti, mica scriteriati.



...altro che la medaglietta con la madonnina

viernes, 30 de enero de 2009

Standard Euro 5



Piccolo annuncio sul giornale di oggi. Serve traduzione? "Ford Falcon del 1970, a metano, documenti e bollo in ordine, si avvia, curva e frena. $ 3000.-".

Onestà, chiarezza ed essenzialità. Chi volesse vedere il Falcon '70, e tutti gli altri modelli, e un sacco di roba su uno dei culti automobilistici argentini (sorvolando su certi aspetti sinistri), può farsi un giro qui.

jueves, 29 de enero de 2009

Pagina Italiana

E' il nome del nuovo "Periódico digital para los italianos en Argentina" che sarà presentato (domani, dice la Voz) dal Consolato di Córdoba e dai Giuliani nel mondo. Lo scopo, lo dice Marisa Bianchettin nell'editoriale di presentazione è quello di costituire un punto di informazione da e per la comunità degli italiani che vivono fuori dal circuito Buenos Aires-Rosario, con particolare attenzione all'informazione dall'Italia "interessante ed utile" per le nuove generazioni e a quella relativa alle storiche - e un po' malridotte - associazioni italiane locali. Allo stesso tempo, l'idea è quella di contribuire - anche attraverso incontri di formazione - a far crescere una coscienza cittadina nei giovani con doppio passaporto. Questa a me sembra la parte meno semplice, il che accresce il pregio del tentativo. In bocca al lupo.

miércoles, 28 de enero de 2009

Revolùscion #2

Bè, la notizia del giorno è che la stupidità è bipartisan. Dice: bella novità, non ce lo sapevo. Ho capito, ma io nel post precedente ho guardato solo da una parte, invece Rosa Bertino sul giornale di ieri racconta che lei (con l'aiuto di Rafael Bielsa, ex ministro degli esteri) guardava dall'altra, e che i media della capitale - ma conoscendo il pollaio direi che probabilmente anche i nostri - erano tutto un fiorire di proteste perché, appunto, la Cristina se ne stava a tramare coi comunisti invece di andare a Washington.

La stessa Cristina lo ha ricordato nell'ultimo annuncio pubblico. Ha detto pure, troppo buona, che i comunicatori erano certamente al corrente di come stavano le cose, e avrebbero dovuto esere più responsabili. Io sulla preparazione di chi sta nei media ho più di qualche dubbio, ma è vero che c'è un inseguimento generale della panza dell'utente e della bipolarizzazione a tutti i costi. Mai un passetto avanti, mai un "guarda che dici una stupidata", sempre allineati e copertissimi sull'opinione della ggente. Ne risulta un pullulare di quello che Juan chiama con delicatezza il boludo da politichería, in particolare - l'ho già detto - quando le circostanze garantiscono l'anonimato, nei commenti sui siti dei giornali, negli sms alle radio, eccetera.

La Rosa dice che se manca fosforo negli "strati medi e alti, imprenditoriali, universitari" poi è stupido dar la colpa di tutto alla classe politica. In italiano si dice "Ve lo meritate, Alberto Sordi".

miércoles, 21 de enero de 2009

Revolùscion

Alla radio pubblica, commenti sull'assunzione di Obama. L'analista politico - lo dice lui - sta sottolineando l'importanza politica (appunto) del gesto di Cristina, che invece di andare a Washington a rendere omaggio al nuovo imperatore se ne sta in visita ufficiale a Cuba (e da stasera in Venezuela). Ieri sera stessa versione, ma da parte di uno che invece passa per esperto di politica internazionale. Nello Zimbabwe, però, la pensano diversamente: nessun capo di stato è stato invitato, non ce li volevano, gli avrebbero complicato la vita. Sembra che ci sia ancora parecchia gente che lavora per convincerci che questa specie di DC (con tutto il rispetto) al governo sia invece un'avanguardia anarco-insurrezionale. Complotto disinformativo o imbecillità? Eeeehm....

...e poi, compagno, conquisteremo il mondo! (foto Presidencia de la Nación, massacrata da me)


sábado, 17 de enero de 2009

Credevo che piovesse


...non so se è chiaro (foto USDA)

Qualche giorno fa ho sentito questa notizia alla radio: un bambino muore di sindrome uremica emolitica, cinquantanove casi nel 2008 nella provincia. Non è che ci abbia fatto gran caso, non è la prima volta, non sarà l'ultima (si chiama cinismo da giornaleradio), e anzi mi sembra molto, molto bene che se ne parli e se ne scriva.

Però pensandoci su, sto 59 ha iniziato a sembrarmi un numero abbastanza scandalosamente grande, allora mi son messo a cercare e ho trovato questo articolo della Voz. Riassumendo, l'incidenza provinciale della SEU è di 14.5 casi su 100.000 bambini da zero a cinque anni (che è l'età in cui si rischia di morire). Me lo segno.

E a casa, come andiamo? Secondo l'ISS (Ist. Sup. Sanità) il tasso d'incidenza fino ai 15 anni sarebbe a livello nazionale di 0.27 casi per centomila. Siccome però ci sono delle variazioni regionali che a me sembrano un po' sospette (salvo che la Sicilia e la Toscana siano oasi miracolate), facciamo a fidarci del lombardo-veneto in cui il tasso sale fra 0.4 e 0.8. In Francia e UK è 0.7, siamo lì.

Ora da 0.7 a 14.5 c'è un fattore venti, cioè, Córdoba - che peraltro è una provincia media per qualità generale di vita nel Paese - ha venti volte i casi di SEU dell'Italia. Una dimostrazione eclatante della differenza fra stare in Europa (malgré nous) e in America Latina.

La SEU è provocata nella stragrande maggioranza dei casi da infezioni intestinali da E. coli. Insomma, carne macinata mal cotta, contaminazione da materia fecale, roba così, che si abbatte con l'igiene della catena alimentare, la scolarizzazione, l'informazione delle mamme. Le differenze, appunto.

Aggiornamento: mio cognato il veterinario mi ricorda due cose.
1. Carne a parte, in diversi quartieri c'è un problemino relativo allo stato precario delle fogne - dove ci sono - con conseguente rivoletto perenne di acque nere ai bordi dei marciapiedi. Ci va dentro il pallone, lo prendo con le mani, non me le lavo, mi mangio il panino...
2. Ho dimenticato vergognosamente il consumo pro-capite di bovino che da queste parti è più o meno doppio rispetto all'Italia. La differenza rimane grande ma non è un dato da poco. Mea culpa.

domingo, 11 de enero de 2009

Salamospotting!

Municipio di Guamini, il mio umile contributo al salamonismo

E che so', il figlio della serva? L'unico che va al mare a Tres Arroyos (come questi due) e non si va a vedere una cosetta di Salamone?

Francisco Salamone era un tipo che faceva cose un po' fuori dall'ordinario, per dirlo teneramente. Architetto e visionario (pare che Metropolis di Fritz Lang, visto in un cinema della provincia di Córdoba, lo abbia segnato), attivissimo nel sud della provincia di Buenos Aires fra il 1936 e il 40 (perché son finiti i soldi, sennò avrebbe continuato), e oggetto di riscoperta (brrr...) e culto da qualche anno.

Di solito quando uno dice "culto" penso più al narcisismo di chi il culto lo promuove che a qualche valore dell'oggetto adorato. Non per niente sono uno dei tre personaggi che spacciano Il Vedovo per un coltissimo trattato di storia, filosofia e sociologia. E anche nel caso di Salamone, bè, in fondo la penso allo stesso modo. Però è innegabile che le sue opere pubbliche (municipi, cimiteri, mattatoi) monumental-deco-sovraccarico non possono passare inosservate, e che è anche bello lasciar giocare il bambino che è in noi.

Qua c'è una serie di foto artistiche in flash, e altre stanno nei blog di cui sopra e su Taringa!.

Altro motivo di fascino è il fatto che tutto sto bendiddio sta sparso per la pampa bonaerense, in posti che ancora oggi devono suonare esotici alla maggior parte delle orecchie, con nomi come Salliquelo, Pringles, Laprida, González Chaves (dove La Chavense fa il miglior dulce de leche che abbia mai mangiato), avamposti del "progresso" all'inizio del 900, e nella maggior parte dei casi ben fuori dai circuiti turistici. Io solo per questo mi ci piazzerei tutta la giornata a inzupparmi come una brioche nella storia e nella mentalità della gente, ma temo che sulla strada del mare il resto della famiglia non appoggerebbe granché.

Bilingue/biculturale

La nonna italiana ha regalato un bermuda - tamarrissimo, peraltro - alla piccola Fritzi.

Fritzi - Uffa sto bermuda ha la cerniera lampo al contrario...
Fritz-padre - Fa' vedere?... ah no, il fatto è che ha il bottone da donna.
Fritzi - ¿?
Fp - Ha il bottone a sinistra, perché è un capo femminile, quindi hanno dovuto mettere il risvolto della lampo dall'altra parte.
Fritzi - Eh ma questi quanto sono formali!
Arg-Madre - (compartimentando con le mani) No, non sono formali, sono strut-tu-ra-ti...

jueves, 25 de diciembre de 2008

Natale in casa Fritzmayer

"(...)ogni uomo si accorge, un bel giorno, di essere suo padre e suo nonno e che questa è l’unica immortalità possibile” Ennio Flaiano

Cravattina ereditaria mod. Fritzmayer, in Terital Rhodiatoce originale

La fam. Fritz va a la playa per un paio di settimane. Buone feste.

martes, 16 de diciembre de 2008

Un fiorino!

Corrono tempi di Pentimento Corporativo (...si vede che ci sono degli sconti). Giusto oggi sentivo un papaverone di Standard & Poors confessare che bè, sì, avevano dato tre A di rating alle buste sorpresa di Tiramolla, ma sa, con tutti i quattrini che si guadagnavano. L'omo non è mica de legno. E ancora oggi su La Nación c'è la confessione della Siemens: abbiamo oliato un po' di ruote in Argentina per vincere l'appalto dei documenti di identità. Ho pensato: "Questa me la ricordo!". Alla fine dei favolosi '90s si era pensato di informatizzare i DNI e con loro il sistema di controlli alle frontiere, e dopo una tormentata gara la Siemens si era appunto aggiudicata l'appalto. La bella trovata era che il costo del documento "elettronico" sarebbe stato a carico del titolare. Per soli trenta pesos (venticinque più IVA, pure l'iva ci avevano messo), che all'epoca erano 30 dollari cioè un sacco de sòrdi, il povero, il ricco, l'emigrante e er ciambellano de corte da 0 a 100 anni avrebbero potuto entrare nel mondo della tecnologia applicata al controllo di sé stessi. Perché il DNI è praticamente imprescindibile per qualsiasi atto ufficiale e non, a partire dalla prima Sabin, ma insomma, visto dalla parte dell'individuo è roba di indubbia inutilità. Non è che te la mattina ti svegli e vai a controllare chi sei sul documento. Questa fantastica gabella feudale - sostenuta da un governo che viene criticato perché era liberale - alla fine non passò per una luuunga serie di complicazioni, riassunte in parte qui, ma anche reperibili in un sacco di documenti gugleando "DNI siemens". Il bello è che quando il contratto fu rifiutato dal governo di De La Rua questi della Siemens presentarono pure un appello al tribunale arbitrale della Banca Mondiale, appello che dopo le rivelazioni di oggi dovrebbe essere ritirato.
...e io che gli ho pure comprato un telefono

jueves, 4 de diciembre de 2008

Alvaro Misure (uno)

Questa mattina la Presidente ha annunciato le misure anticrisi del governo. Inizio del discorso: ripasso degli ultimi cinque anni di crescita, il pil su, la disoccupazione giù, eccetera. Poi: "Noi argentini eravamo impegnati in queste cose, quando all'improvviso si presenta il mondo e ci complica la vita."

Poi quando dico che Dino Risi è il genio del XX secolo sono io che esagero.

martes, 2 de diciembre de 2008

57 canali

"Dicono di averlo visto galleggiare su un tronco per il Paranà. Altri lo hanno visto nascosto in una fabbrica abbandonata. Alcuni credono che se ne sia andato all'estero per non tornare più. O che forse è morto. Sono anni che nessuno vede il buon gusto da queste parti. (il palooooo!)"


La vignetta è di Liniers (imperdibile il suo blog di strisce, poi ne ha anche uno più personale) che sicuramente l'ha disegnata dopo aver letto questo post di Tanoka. La battuta del palo si riferisce a un programma che fa degli share della madonna con la ¿pipe-dance? insomma quella dove si struscia il sedere su un tubo.

Dalla canzone del titolo, citerei i versi immortali:

So I bought a .44 magnum it was solid steel cast
And in the blessed name of Elvis well I just let it blast
'Til my TV lay in pieces there at my feet
And they busted me for disturbin' the almighty peace
Judge said "What you got in your defense son?"
"Fifty-seven channels and nothin' on"


Oggi sono di buon umore.

lunes, 1 de diciembre de 2008

Per tutta la famiglia

La nota casa torinese ha presentato a Buenos Aires la 500. Per intuibili (da me) ragioni di convenienza la versione disponibile da queste parti sarà la 1.4 16 valvole, destinata a occupare il segmento della Mini Cooper e pugnalarla alle spalle con un articolo altrettanto fighetto ma più piccolo e più economico. Relativamente più economico, visto che il prezzo sfiorerà i 30 mila dollari, che per farsi un'idea sono quasi un anno di lavoro di un magistrato. D'altra parte il mercato "yuppie e figli con argent-de-poche" è qui per questo, e si parla di 300 macchinette, mica di un milione.

(da "Lupin III, Il castello di Cagliostro" di Hayao Miyazaki)

Sempre la nota casa, in occasione del 90º anniversario, starebbe per firmare dopodomani un accordo con il municipio per farsi carico del restauro del Cabildo (l'edificio amministrativo coloniale) e di alcuni cpc (uffici comunali decentrati), per un po' meno di una milionata di dollari. Con l'aria che tira nella metalmeccanica cordobese, è quasi un lusso.

viernes, 21 de noviembre de 2008

Altro che Cacciari...

Di nuovo a casa, nella sonnacchiosa provincia. Bisogna dire che 32 gradi all'ombra fanno sonnecchiare parecchio, specie dopo aver passato un numero imbarazzante di ore in condizionatissimi aerei e rispettivi terminali. A ritirare i bagagli dal nastro insieme a me, la solita manciata di nordamericani in gita venatoria o, come si dice qua, cinegetica, riconoscibili dalle custodie degli schioppi e dalla conseguente fila al botteghino del Renar, il registro naz.le armi.

Per quel poco che ne so, l'aggettivo cinegetico a questi ragazzi gli potrebbe anche star largo, e non solo perché il cane non serve. Non è che vengano qui a leoni hemingwayani, e nemmeno al più modesto duck-hunting: l'attività piombifera cordobese è il dove-shooting. Già il nome è tutto un programma: al papero almeno lo si caccia, al colombo gli si spara e basta. Che poi il colombo sarebbe quello che quando è bianco e femmina attraversa mari e mari (quanti? la risposta, amico mio...) per poter riposare nella sabbia. Bè, almeno il riposo qua è bello lungo. Chi non si riposa è l'ammericano, come da sito colombofobo. Il programma è massacrante: si spara per tutta la mattinata, e fino al tramonto dopo una pausa pranzo. Sempre meglio che lavorare al mattatoio comunale, suppongo.

Go ahead, make my day. (foto wiki)

Che potente simbolo no? Americani all'estero con un fucile, e piume dappertutto. Infatti l'attività non è proprio popolarissima, e non se ne parla più di tanto perché in fondo a questa gente non la vede nessuno: un pulmino li porta sul posto, sparano per enne giorni, magnano e bevono in locande fichissime, e il pulmino li rimette in sala d'imbarco. Però quando se ne parla non sono elogi. Che vengono da fuori a massacrare la fauna, che almeno portassero soldi e lavoro (l'attività è gestita da quattro gatti), che le tonnellate di piombo inquinano, eccetera. L'ultimo eccetera è addirittura una denuncia per tentati abusi sessuali su ragazzini, presentata dall'Inadi (organismo statale anti-discriminazione).

domingo, 2 de noviembre de 2008

Chi ha due case perde il senno

In Italia fino al 20 novembre. Alla tele (alla rai) c'è un programma in cui stanno tutti vestiti di sacco e si pentono del consumismo, con la crisi che c'è. Il freak invitato è uno che non compra l'acqua minerale e spegne la luce quando esce dalla stanza. La conduttrice gli chiede "come fa a vivere così?". L'esperto in antispreco, una specie di monaco stilita, consiglia di non lasciare la tv in standby. Se vedemo.

domingo, 26 de octubre de 2008

Io e te, da soli

...non devi dirlo maaaai

C'era una signora, al supermercato del barrio, sui 55, che comprava le fettine e parlava con il macellaio. Ah io la Cristina non la posso proprio vedere. E quel che ha fatto con i fondi pensione? Guarda, se potessi io la impiccherei. Proprio così ha detto, la impiccherei. Ho cercato di immaginarmela, la cicciottella delle fettine, mentre dava il calcio allo sgabello e magari tirava pure un po' dalle gambe per finirla. Non è stato bello.

Ma che ha fatto la Cris coi fondi pensione? Come ha già detto Tanoka, il miglior pezzo in italiano sul progetto di nazionalizzazione dei fondi sta su Rotta a Sud-Ovest. Progetto, appunto, perché dopo il solito annuncio faremo-questo-e-quello la partita si giocherà in parlamento. E là è da tempo che non c'è maggioranza affidabile, il che significa che sono ricominciati i conteggi delle palline, i giri di telefonate, le allegre trame parlamentari.

Al di là delle prevedibili reazioni indignate della Nación (che però onore al merito oggi pubblicava una succulenta intervista al direttore della Previdenza Sociale Baudou), dei forti dubbi della Voz del Interior, dell'appoggio-ma di Crítica e delle affannose difese di P/12, quel che ci si domandava in casa è come fanno i Kirchner a non piacere anche quando prendono iniziative da discrete in su. Tanto per precisare da che pulpito viene la predica, la mia signora è una di quei lavoratori che nel '94, all'epoca dell'opzione (l'ora delle decisioni irrevocabili), in piena epidemia neolib, hanno rotto il silenzio-assenso per restare nella previdenza pubblica, e io mi onoro di stare fra gli oldfashioned che pensano ancora che i privati possano fare tutti i mestieri che vogliono meno sanità istruzione e previdenza. I Coniugi Nazionali non sappiamo bene da che parte siano stati negli ultimi 15 anni, sicché tutto quel che possiamo dire è benvenuti, ragazzi, meglio tardi che mai.

Dicevo, evidentemente alla signora del linciaggio-alla-superette il governo non piacerà mai, ma anche fra i nostri compagnucci della working class universitaria e affini le perplessità non mancano. Quali sono le vere motivazioni della presidente? La tutela dei lavoratori o la cassa (o entrambe)? E' così che si fanno le cose? Si prendono le decisioni nella solita stanzetta, si annunciano all'improvviso? Si fa un dibattito nazionale sulla legge d'istruzione pubblica, se ne apre un altro che ormai dura da un anno sulla riforma del sistema radiotelevisivo, e si aboliscono i fondi pensione così damblé? Era il momento? Era il caso, un anno dopo aver riaperto (sacrosantamente) il diritto d'opzione che i sedicenti liberali non avevano previsto? Oltretutto, dopo che tre milioni e passa di persone (tre milioni di pazzi, ma saranno pure affaracci loro) avevano di nuovo scelto la gestione privata?

Basta la metà di queste domande per farsi catalogare a destra (la destra lanatiana*, ho letto da qualche parte) dalla piccola folla di kirchneristi ortocromatici che imperversa sulla web. Ed è vero, c'è una discreta possibilità che siamo dei formalisti frivoli, che non sappiamo leggere le situazioni, non capiamo le urgenze, mordiamo pure la mano che ci dà l'osso. E che l'opposizione, che si ricorda all'improvviso che sto sistema privato faceva un po' schifetto, finisce per dare ragione a chi l'ha svegliata a martellate. Ma al di là dell'aspirazione a un po' più di trasparenza, a due-tre idee di programma di governo formalizzate, a meno sorprese, a meno arie fra il paternalista e la coscienza di élite illuminata, tutta roba più borghese della schweppes all'arancia, lo so, rimane la preoccupazione di cui scriveva Caparrós in un articolo peraltro discutibile e che con più efficacia esprimeva il collega Gabriel: "questi qua stanno consegnando il paese alla destra". Forse non ce n'è nemmeno bisogno, ci si consegna pure da solo, ma fra qualche anno a che sarà servito questo ehm stile di governo?

Va bene, fine del pianto greco. Vedremo che succede con i fondi pensione, in parlamento, sui media e in piazza. Página dice che i ragazzi hanno in mano un paio di sondaggi che li danno favoriti, sia a BsAs che quaggiù nelle remote province. Sarebbe bello se fosse così, per la riforma in sé e anche perché sarebbe una bella dimostrazione che, in pieno attacco mediatico, la ggente non è poi così succube del gruppo Clarín come le prefiche vanno lamentando.


*Questo dev'essersi sentito brillante. Lo ha detto pure alla moglie, a cena: lo sai che ho scritto oggi? Lei gli ha rovesciato la zuppa knorr sui pantaloni.

lunes, 20 de octubre de 2008

Gufando

Da "L'actu en patates", di Martin Vidberg, che a me pare molto divertán, quasi sempre.

Allora sta crisi arriva o no? Sono due settimane che l'abbiamo ordinata! Me l'ha pure chiesto un amico spagnolo: noi stiamo con le pezze al culo, voi ancora no? No, noi siamo in "calma tesa", siamo quasi sicuri che qualcosa succederà ma non sappiamo quando e soprattutto quanto. Ai primi crolli delle borse in giro per il mondo, e alla notizia della svalutazione del Real, erano riapparse le code per comprare dollari davanti alle case di cambio - a Buenos Aires qualcuno faceva previsioni nere, ed effettivamente l'allineamento con il Brasile sembrava probabile. Poi, e ci siamo ancora dentro, un periodo di relativa tranquillità, con il dollaro fermo o quasi. Ma Córdoba almeno sulla carta non avrebbe molto da stare allegra:
- l'industria automobilistica dipende in grande misura dall'estero: se non comprano, ci si ferma;
- i cereali e la soia sono calati praticamente ai prezzi dello scorso anno, e in compenso i costi sono aumentati in dollari; difficile che qualcuno finisca sul marciapiede a elemosinare, ma è possibile che tutto si restringa, affitti, macchine agricole, costruzione (il grande investimento del produttore negli ultimi anni) e in generale il giro di liquido nei paesi del campo.

Probabilmente fra qualche tempo sentiremo la mancanza dell'inflazione.


domingo, 12 de octubre de 2008

Beccate sta pinguinata!

Gassmann-Ravicchio lancia l'eponimo pinguino, sulla spiaggia di Mardel, ne Il Gaucho di Risi

Alla fine Mar del Plata si prende la finale della Davis, dopo una romanzesca vicenda ricca di colpi di scena, ironie cordobesi e lacrime amare. La perfida Nación dice che la decisione è venuta direttamente da molto in alto. Se uno fosse così irresponsabile da pensare che i ns. governanti, con l'ariaccia che tira, dedichino il loro tempo alla Davis, bisogna dire che l'ipotesi "l'ha presa la provincia di Bs As perché è il bastione dei Kirchner" è un po' più razionale di quella "diamo una mano a Córdoba" di qualche giorno fa. Ma insomma, almeno la smettiamo di parlare di cretinate e magari pensiamo a qualcosa di più serio. Mentre scrivo, alla tele c'è l'episodio dei Simpsons in cui Springfield organizza le Olimpiadi. Guarda te.