jueves, 31 de julio de 2008

Corazón

Ironia della sorte, mentre per strada ci si pigliava a mazzate, all'Istituto Italiano di Cultura era in programma la presentazione dell'edizione locale di Cuore di Edmondo de Amicis. Non so se avranno magari rinviato l'evento, personalmente ho preferito evitare la mattonata vagante.

miércoles, 30 de julio de 2008

La noiosa vita di provincia

Finite - per ora - le appassionanti discussioni nazionali sul Modello di Paese e la Lotta all'Oligarchia, nella provincia di marzapane siamo alle prese con problemi un po' più terra-terra. In breve, la provincia ha un debito pubblico allarmante, si parla di problemi di cassa a brevissimo. Una delle fonti di deficit è la Cassa di Previdenza provinciale - cui fanno riferimento tutti i dipendenti pubblici, compresi i municipali - e che va sotto tutti i mesi, e obbliga il tesoro a metterci una pezza. D'altra parte con 90.000 pensionati e solo 180.000 attivi la ripartizione è difficile che funzioni.


E' per questo che il governo di Córdoba ha pensato di mettere mano (letteralmente) alle pensioni, facendo votare oggi l'apposita legge nel Parlamento. Punti salienti:

1. Trattenuta ("contributo di solidarietà") del 22-27% sulle pensioni al di sopra dei 5000 pesos; ci vanno di mezzo magistrati, dirigenti, ma anche molti pensionati della compagnia elettrica e del comune di Córdoba città, note disneylandie del privilegio salariale; il contributo verrebbe restituito con un titolo pubblico a otto anni. Insomma un BOTtone per diecimila persone. Va detto che cinquemila al mese non sono una pensione da sopravvivenza: sono lo stipendio netto di un prof. ordinario con 20 anni d'anzianità all'università nazionale. Però, appunto, sono pensioni.

2. Modifiche nel calcolo della pensione: il rendimento attuale che è dell'82% a pieni contributi, verrà calcolato sulla media degli ultimi quattro anni di servizio - questo per stringere sulle promozioni dell'ultimo minuto - e si limiteranno le riunificazioni dei contributi per chi avesse meno di 15 anni di servizio diretto.


Capirai, la mossa non ha suscitato entusiasmi. Anzi, mi sa che non è piaciuta nemmeo a tutti i 40 fedeli legislatori che alzato la mano. Di fronte alle proteste, la provincia ha puntato il dito contro il governo nazionale, colpevole di non rispettare il patto che prevede l'aiuto federale per le Casse provinciali in deficit, e di non girare i fondi corrispondenti col pretesto del mancato appoggio del Governatore alla Presidente nel conflitto campestre. Dall'altra parte si fa notare che la legislazione locale non si è ancora adeguata a quella nazionale, e che da quando esiste la garanzia federale il numero dei pensionati è aumentato furbescamente di un quarto, dove la furbizia consiste in prepensionamenti massivi per scaricare costi di personale.


Alla fine, nella manifestazione dei sindacati di questa mattina si è passati dalle parole ai fatti. Gruppi fuori controllo si sono scontrati con la polizia e hanno prodotto danni nel centro, intorno alle grate che proteggevano la Legislatura. Qua se non lo tolgono c'è un video girato da un canale di Buenos Aires all'incrocio di Dean Funes e Velez Sarsfield, e qua la fonte della foto e un video degli scontri nella piazza San Martín. Da notare il commento della reporter: "hanno rotto le vetrine di una libreria, ma trattandosi di libri non credo abbiano rubato niente".



Usi alternativi di mortai per botti pirotecnici. Foto Infobae

My Her Generation

Al ritorno da scuola, nella vetturetta, interno giorno. Canzone di Sergio Caputo.

Pippi:- Come sarebbe a dire "appeso ad un filo, e quel filo sei tu"? allora lei è un filo? e poi dice "non toccare quel filo"? ma non c'è coerenza!
Fritz:- Vabbè Pippi, è un'immagine, non essere così rigida...
Pippi:- E che dice, cosa c'è appeso al filo?
Fritz:- Un blues.
Pippi:- E che è un blues?
Fritz:- E' un genere, un tipo di musica. Tipo quella che fa Bobby.
Pippi (tirando un cazzotto a Fritz):- No! Bobby no!!

domingo, 20 de julio de 2008

Oggi seconda parte


You've been with the professors/ And they've all liked your looks

Questi sono Mario Llambías della CRA, una delle quattro associazioni di produttori, e Luis Barrionuevo della CGT, la confederazione sindacale peronista. Negli ultimi giorni Barrionuevo ha creato una corrente di opposizione al segretario kirchnerista Moyano all'interno del sindacato, ma deve fama imperitura al "Se smettiamo di robare per due anni, sistemiamo il paese" - di cui purtroppo non trovo la fonte d'epoca ma che è da tempo un detto popolare al livello di rosso di sera e una mela al giorno. Sta vicino a Llambías - uno dei paladini della Volontà Popolare e del Rispetto per le Istituzioni degli ultimi mesi - non per caso ma perché i due si sono visti per definire strategie comuni qualche giorno prima della votazione al senato. Di foto come questa, reali o metaforiche, ce ne sono diverse altre: gente della Sociedad Rural insieme a gruppi dal nome per loro esotico tipo Movimento Sociale dei Lavoratori, destra sociale peronista, peronismo neolib-vintage e progressismo moderato con derive misteriche di Elisa Carrió a braccetto Insomma, il quadro dell'opposizione è piuttosto variegato, ed è un buon motivo per cui nessuno di loro si azzarda a dire che la Presidente debba andarsene a casa.

Certo che uno vede l'elenco dei senatori che hanno votato contro il decreto-prelievi mobili, un brividino lungo la schiena lo sente: ci sono dentro dei nomi che se dobbiamo loro lo scatto di dignità del senato e la qualità istituzionale, si tratta di un caso classico di eterogenesi dei fini.

E il popolo minuto? Io sono un po' disturbato in tutti e due i sensi dal bias cordobese: qua i Kirchner non hanno mai attecchito, in parte per il conservatorismo acuto (quando va bene) locale; ma è lo stesso sorprendente quanto non li possa vedere nessuno a prescindere. Uno va al verduraio o all'edicola e sono mazzate dappertutto. La cosa ha risvolti autolesionistici, come quando la gente fa ore e ore di fila al distributore dell'automobile club (l'unica pompa sicura in città) per i blocchi stradali a oltranza e la colpa è sempre del governo, mentre l'istinto di Fritzmayer, che pure è il non plus ultra della meschinità piccolo-borghese, sarebbe stato quello di montare una katiuscia sul portapacchi della twingo e andare incontro ai trattoristi. Tutti quelli che conosco che non sono stati "con il campo" (non dico "con il governo", eh, molto meno) sono professionisti - alcuni ricchi sfondati - della nebulosa classe media urbana. E' evidente che c'è qualcosa che mi sfugge. Mi consolo leggendo il decreto di abrogazione della risoluzione 125. Non sono l'unico che si è perso qualcosa.

Ultimo paragrafo: i media. Siccome non abbiamo soldi da buttare, in casa non abbiamo pay-tv, sicché ci perdiamo le ansiogene coperture dei canali di notizie. Quel poco che ho visto in chiaro e/o a casa della suocera che ama sfidare la pressione alta tenendo TN acceso tutto il giorno, era abbastanza vergognoso. Tutte quelle cose di cui parla la falange di socio-mediologi kirchneristi, il classismo da strapazzo, le note sull'abbigliamento, gli schermi divisi, le inquadrature parziali, erano piuttosto evidenti nei cinque minuti di tv ogni tre giorni a cui mi sono esposto, mettendo a repentaglio la vita per la scienza. Sull'effettività di tanta monnezza mediatica e sulla indifesa influenzabilità dell'innocente pubblico avrei qualche dubbio in più. Perché se uno vede il quadro che raccontano, dei manifestanti chic in piena luce con le margheritine e poi lo stacco con i piqueteros in penombra e la musica di psycho, e ci casca, bè, è un lobotomizzato. E poi il motto di TN (per esempio) è "giornalismo indipendente", mica "giornalismo obiettivo e senza pregiudizi"...

viernes, 18 de julio de 2008

Positively Negatively

You gotta lot of nerve, to say you are my friend. (foto Infobae)

Due tre cosette sparse sulla K-sconfitta "campale".

Per fortuna i rumori più catastrofici - riportati su siti che se la tirano da informati - di rinuncia della Presidente, o di un insensato referendum, o un plebiscito non vincolante (¿?) sono rimasti tali. "Come suicidarsi per futili motivi" non sarà il bestseller dell'anno.

I vincitori festeggiano, Cobos è l'uomo mediatico del momento, Buzzi di Federación Agraria ha la faccia tosta di chiedere ulteriori vantaggi per i suoi produttori, De Angeli promette grano gratis; dall'altra parte la Presidente decora sul campo le truppe fedeli, qualcuno recrimina con Judas-Cobos, qualcun altro a sinistra, ma la sensazione è che le reazioni siano tutto sommmato composte. Io ho l'impressione che anzi ci sia anche un po' di sollievo, sia per la fine del conflitto in sé (salvo strascichi) sia perché questa sconfitta non è poi tanto peggiore di una vittoria per un voto. In un certo senso Cobos ha fermato un treno che sembrava senza freni, una specie di cassandra crossing politico del governo, in vena autolesionista.

La Presidente e chi per lei - non è la solita battutaccia sul marito che la comanda, voglio dire lei e l'entourage stretto di sempre - hanno messo in gioco nientemeno che la difesa della democrazia per una questione che al principio era tecnica, ed è stata da loro resa politica gonfiando l'importanza di frange estreme (schifosette anziché no, va detto) che cavalcavano sì la protesta, ma la cui visibilità è inversamente proporzionale alla consistenza. Un concetto di democrazia piuttosto minimale, poi, riassumibile con "ho vinto le elezioni sei mesi fa, decido io". Per un gruppo che in campagna elettorale straparlava di qualità istituzionale, bè, un po' pochino. Quando poi hanno deviato la discussione al parlamento, da una parte le cose erano già marce, dall'altra hanno scoperto quanto flebile fosse la maggioranza, e menomale che non c'è Pallaro. Perché il presidenzialismo è una gran bella cosa (no, scherzo) ma quando si vince al primo turno con il 46% si evita sì la seccatura del secondo, ma sempre al 46 si rimane, e se in parlamento si dimostra che buona parte di quel 46 sono voti ideologicamente eterogenei, sarebbe il caso di essere più prudenti. Dice ma questo è senno di poi. Vero, ma loro conoscevano i loro polli da prima.

A proposito di conoscere i polli... c'è una cosa che mi ha sorpreso, ed è la disinvoltura con cui il governo ha sfidato un mito nazionale, quello del piccolo produttore agricolo, il tipo che si alza alle 4, munge la vacchetta, e poi pompar l'acqua dal canale, poco fieno nel fienile... Il tipo non esiste più, è chiaro, e se esiste non lo rappresentano i quattro delle associazioni, ma per metterselo contro in un paese in cui i bambini alla materna imparano per prima cosa a cantare Señora vaca, bè ci vuole del fegato o dell'incoscienza. Eppure la presidente è una che nei discorsi è stata sempre molto attenta alla rappresentazione delle cose - soprattutto quella dipinta dai media - oltre che alla loro essenza. Non me lo spiego.

Domani seconda parte.

jueves, 17 de julio de 2008

Sentito che botto?

Fritzmayer sorpreso legge insieme ai colleghi le notizie dal Senato.


Il Senato ha respinto il progetto di legge del governo Fernández-Kirchner sui prelievi mobili all'export. Dopo giorni di discussione e di calcolo dei voti dei senatori, al momento della votazione vera il margine di un paio di voti in favore del governo è sfumato, e il voto decisivo del presidente Cobos è stato negativo. La circostanza insolita è che il presidente del Senato è anche vicepresidente della Repubblica, eletto direttamente dai cittadini insieme a Cristina Fernández pochi mesi fa. Io adesso mi faccio un caffè, poi vediamo.

miércoles, 9 de julio de 2008

Tutto fa brodo


Per qualche motivo da parecchio tempo non ci sono più monete in circolazione. Secondo il giornale, il problema è che il valore dei metalli - rame in particolare - supera quello nominale, sicché ci sarebbe un mercato di gente che le compra e le fonde. Come contromisura, dall'anno scorso la banca centrale avrebbe iniziato a usare una lega meno pregiata. Intanto ieri alla superette del quartiere invece delle solite caramelle mi hanno dato due dadi knorr.

jueves, 3 de julio de 2008

Due righe nello sport


Alla notizia della morte di Antonioni e Bergman Dino Risi, sempre lui, disse "menomale che non sono morto oggi se no mi davano due righe nella pagina sportiva". Quelli della Liga Deportiva Universitaria di Quito, prima squadra ecuadoriana della storia ad aver vinto la Copa Libertadores, avranno pensato "Ma proprio adesso ci liberate la Betancourt?" Da questa umile paginetta, un po' di giustizia mediatica.

miércoles, 2 de julio de 2008

Cosa sarà?

Bruna Bianchi sul suo blog "in uniforme" si incazzava (con buone maniere, ma contenta non era) con i commentatori sull'assassinio di Pippa Bacca. Me ne sono ricordato in questi giorni, uno queste cose le ha sempre sotto il naso ma ci fa più caso quando gli passano vicino. Stavolta il morto è il figlio ventenne di una collega. Sarebbe un omicidio qualsiasi, un articolino in fondo alla pagina nera del giornale locale, se non fosse che per certe circostanze finisce (discutibilmente, e sono gentile) sul sito di Critica come contorno al conflitto agricolo. Insomma, in pasto alla canea. Il ragazzo, che si chiamava Nicolás, accompagna il padre in azienda a licenziare un operaio agricolo, poi il padre se ne va e l'operaio gli ammazza il figlio a schioppettate. Che cosa passa per la testa di quelli che commentano che se lo meritava? che si mettono a citare chi-di-spada-ferisce? che si lanciano con metafore tipo "le salió el tiro por la culata"? e di quelli dell'altra parte che sti negri bisogna ammazzarli tutti? E' l'irrimediabile infamia della natura umana? O è solo che è troppo facile dare il peggio di sé da dietro a un monitor (e all'anonimato) mentre di persona al bar sotto casa si sarebbe più civili? Visto che alla natura non c'è rimedio, forse rischiare un cartone nei denti aiuterebbe il senso del pudore.

viernes, 27 de junio de 2008

Fammi segnare!

Mentre a Dino Zoff gliene dicevano di tutti i colori per i gol presi da Olanda e Brasile, il 25 giugno del '78 l'Argentina vinceva la coppa del mondo. Tutti contenti, caroselli per strada, coriandoli a tonnellate e lucciconi agli occhi dei venditori di bandiere. Bè, proprio tutti contenti ovviamente no. Il regime militare stava ancora finendo di togliere di mezzo le organizzazioni armate - e già che c'era buona parte dell'opposizione, la libertà di pensiero, di stampa, e quel che non rispondeva al sinistro ossimoro di "occidentale e cristiano" - e lo stava facendo con le maniere, diciamo, più spicce, che è superfluo descrivere. Nel trentesimo anniversario quaggiù tanto per cambiare (e ci mancherebbe altro) le voci sono tutt'altro che uniformi. La domanda fondamentale è se si poteva festeggiare tanto in circostanze così tragiche, con l'effetto collaterale che i festeggiamenti erano esattamente quel che il regime desiderava, e di cui aveva bisogno. Sicché c'è gente come Victor Brizuela, colonna del giornalismo sportivo cordobese, che difende a spada tratta l'evento sportivo e la Selección, la visione problematizzata del Canal Encuentro (del ministero dell'istruzione), e chi va a scavare nel famigerato 6-0 al Perù grazie al quale si conquistò la finale, e su cui da allora fioriscono accuse di corruzione e doping. Su un piano più privato, alcune testimonianze nei commenti a questo post sul blog la barbarie, che è quasi sempre interessante, o per i post o per la sezione dei links.

Fritzmayer, già che siamo in tema di ricordi, all'epoca si divertiva di più a giocare a pallone che a guardarlo fare in tv (a parte altre attività peculiari di un tredicenne). L'unico ricordo limpido è questo qua sotto, e non è poco.


viernes, 20 de junio de 2008

Pentitevi!

Stavo rileggendo i due post precedenti, e c'è una certa aria apocalittica. Pare che peraltro non sia io l'unico, qua e qua (un tipo preciso, mi piace) ci sono due visioni altrettanto punk o peggio. Quello che succede è che siamo un po' ipersensibili - tanto per restare in tema il proverbio dice che quando uno si scotta con il latte, poi vede una vacca e piange - e questo produce l'allegro effetto montagne russe. Due ore prima del doppio-discorso della first couple, l'atmosfera era piuttosto pesante, alla tele c'erano "incendi dolosi di campi coltivati", l'ex presidente Duhalde tramava nell'ombra come al tempo della fuga in elicottero di De La Rúa (disclaimer: questo del golpe di Duhalde è sulla bocca di tutti da anni, ma nessuno ha nemmeno mai provato a provarlo), la presidente aveva chiesto reti unificate per una comunicazione imprevista, nel quartiere si diceva "domani chiudono tutte le banche!". Poi la Presi riesce a fare un discorso senza dire una parola di troppo, tira fuori la carta della derivazione al parlamento dei prelievi mobili all'export, il paese fa un grande Pant!, Duhalde da Polifemo ridiventa Mammolo, e tutti torniamo sereni chi al ferromodellismo chi ai lepidotteri. Ne riparliamo, ovvio.

Oggi intanto è la Giornata della Bandiera. Mia figlia insieme a tutti gli altri piccoli argentini di quarta elementare farà la sua Promessa, e il bandierone si prenderà la sua parte di coccole per tornare a essere strattonato domani.

martes, 17 de junio de 2008

Non è tempo per tiepidi

Lo ha detto il ministro dei LLPP De Vido, che detto così sembra un ministro di seconda linea ma è una delle eminenze grigie del governo di Cristina Fernández, e prima di Kirchner. La situazione è... beh, fluida. Ieri sera ci sono state proteste a pentolate in varie città, fra cui la nostra. Non erano tanti ma si sa che l'importanza è proporzionale al numero di telecamere, non dei manifestanti. Non erano nemmeno tutti là per mandare a casa la presidente ma, di nuovo, il messaggio visivo va oltre le intenzioni. Si comincia a sentire la mancanza di generi alimentari, che abbia visto io olio e carne in particolare, e soprattutto di benzina e gasolio, per cui ci sono code chilometriche ai pochi distributori aperti.
Intanto l'opposizione interna peronista sta tessendo colloqui per quella che l'ex-presidente Duhalde ha definito elegantemente una "opzione interna al peronismo". Per capirci, Duhalde ieri si è beccato del meno elegante "golpista" da Luís D'Elia, filokirchnerista duro. Diversi governatori peronisti hanno preso le distanze dal governo. Il vicepresidente della Repubblica Cobos ha scritto una lettera ieri invitando al dialogo, e a trattare il problema campestre in parlamento. Kirchner sta per dare una conferenza stampa come presidente del partito, la Fernández parlerà a reti unificate fra un paio d'ore. Intanto è stata confermata per domani una manifestazione in Plaza de Mayo per commemorare il bombardamento (ad opera della marina) del '55 che precedette di qualche mese la deposizione di Perón. Messaggio: gli eredi del peronismo siamo noi, gli eredi dei golpisti gli altri. Vedremo se il resto del peronismo sarà d'accordo.


domingo, 15 de junio de 2008

Control

Da dove comincio? Da qua:


questo - che sta girando adesso dietro di me - è un bel disco, proprio, e dire che è un lp fatto con i ritagli. C'è pure una bella - criminalmente bella - versione di It's only love, una delle canzoni di Lennon che preferisco. Bryan Ferry è l'unico che può massacrare i Beatles e Dylan ed uscirne a testa alta. Quedémonos juntos in italiano si dice Let's stick together.

Anche senza Ferry comunque non ci si annoierebbe lo stesso. Insomma quando
- sembrava che le cose lentamente si stessero normalizzando
- qualcuno mi raccontava che il motto di Kirchner è "paciencia china y fuerza de gravedad"
- io pensavo ma guarda sto fiodenamignotta in senso ammirativo
- gli agricoltori si ritiravano piano piano dalle strade
- la polizia di Córdoba dialogava con i camionisti e faceva togliere il blocco davanti alla raffineria della città
- De Angeli sembrava quasi isolato con la sua ala dura della Federación Agraria più cani sciolti e la sua strategia di picchetto a tempo indeterminato
- il ministro dell'interno batteva un colpo e invitava la magistratura a liberare le strade con la più dura moral suasion
proprio in quel momento cioè ieri, di sabato, a mezzogiorno, qualcuno decide che è ora di mandare la gendarmeria a rimuovere l'unico blocco (su più di 300, si diceva) che bisognava non toccare, quello della ruta 14 a Gualeguaychú, con De Angeli in persona. Il quale De Angeli ha l'occasione di farsi trascinare sul cellulare in diretta TV, portare davanti al giudice assieme a una decina di colleghi, ricevere l'appoggio di un assembramento spontaneo, uscire stringendo la mano ai poliziotti e darsi il lusso di chiedere "pace al popolo argentino". Praticamente Mandela. No, Gandhi.

E' evidente che qualcuno vuole entrare nella sezione "suicidi eccellenti" della wikipedia. Questo l'ho scritto a caso, invece c'è davvero. Per metterci una pezza, a ora di cena uno di questi qualcuni, cioè il capo di gabinetto Alberto Fernández, agitatissimo e con le occhiaie, esce in conferenza stampa a ripetere che la posizione del governo è sempre la stessa, e deve arrampicarsi sugli specchi per giustificare l'ingiustificabile (cioè la ricerca dei sorci verdi).

Che poi l'Alberto oltre ad essere uno dei pochi nel governo a saper fare un discorso senza metterci una parola di troppo, a me sembra pure l'unico che può ancora evitare che questi si rinchiudano nel bunker. A proposito, c'è in giro un video con Bruno Ganz-Hitler sottotitolato come fosse Kirchner che è di pessimo gusto. Dicevo, se me lo fanno morire d'infarto, l'Alberto, voglio vedere che fanno dopo.

A parte il miracolo della resurrezione di De Angeli, il governo sembra piuttosto isolato. La scelta di appoggiarsi via presidenza-Kirchner al partito peronista, pare piuttosto un tentativo di occupare uno spazio ostile o comunque poco affidabile. E poi sembra limitata all'hinterland bonaerense, visto che molti dei notabili del partito nelle province sono in grave imbarazzo con il conflitto agrario quando non francamente avversi.

E dire che al principio, quando non ne sbagliava una, Kirchner faceva quello che giocava a tutto campo, apriva alla trasversalità, alla partecipazione civica, snobbava i peronisti... che è successo in questi anni? il suo programma da democristiano era troppo ardito? diceva trasversalità e voleva dire cooptazione, e non ispirava fiducia? a sinistra non aveva nessuno affidabile e si è impantanato nella palude del centro (no, non posso, al centro no, c'è l'acqua alta...), oltretutto non perdendo occasione di bastonare i radicali? fatto sta che si ritrova presidente-senza-votazione di un partito in cui cerca di tenersi su con il revival noi-contro-i-golpisti a cui non so quanti dei suoi credano, ma che in compenso causa incubi al "paese profondo". E rischia che la Presidente si ritrovi da sola a declamare l'autorità di un governo senza sostegno, il tutto per aver trattato un problema settoriale come una questione di principio e di rivendicazione ideologica.


lunes, 9 de junio de 2008

7 giugno 2008




Non sono un cinefilo, e meno al punto di studiare biografie, collezionare curiosità, ricordare chi era l'assistente al montaggio. L'interesse per Risi è arrivato per gioco, per le solite ragioni vedovili, ed in effetti era un tipo che avrebbe fatto piacere conoscere di persona, un finto cinico come mio nonno. Da vecchio, perché mi sa che da giovane non doveva essere proprio un panino all'olio. Dal documentario/intervista "Una bella vacanza", realizzato per i suoi novant'anni, ricordo questo paragrafo di splendido (e civettuolo, e al sapore di vitellone) understatement.

Insomma sono un cretino, ecco. Se dovessi definirmi con una parola sola, io sono rimasto un cretino, com'ero un cretino a vent'anni (...) Se non c'era il cinema a salvarmi, io non so che altro avrei fatto. Il lavoro del cinema mi è piaciuto molto, ammesso che sia un lavoro, perché in realtà è una vacanza, un divertimento, una fatica divertente.

Chissà che avrebbe detto vedendo gli sbrodolamenti dei colleghi che si leggevano in giro ieri. A proposito, mi sto ancora domandando perché il corriere sia andato a chiedere un commento proprio alla Loren, che evidentemente non sapeva che cacchio ricordare - anzi a un certo punto lo dice proprio. Va bene che gli altri son tutti morti. Forse il telefono della Franca Valeri era guasto?

domingo, 1 de junio de 2008

Going underground!

Con tutte le città medie nel mondo che stanno costruendo o hanno già la loro metropolitana, perché Córdoba no? L'idea galleggia in zona da anni, ma era sempre rimasta lì per aria perché, si diceva, i suoli locali non offrono garanzie di stabilità. Oltre al problemino dell'investimento, chiaro.

Invece il 5 giugno, cioè giovedì, inizia il procedimento di appalto dei lavori. C'è un'offerta privata di un consorzio di cui fa parte la Ghella per realizzare una quindicina di km di tracciato su due linee. Qua sotto il percorso.



Costo dell'opera, treni compresi, una miliardata di dollari, una cifra sproporzionata per le possibilità del disastratissimo comune. E infatti la metro verrebbe già impacchettata, da parte della Nazione, che la pagherebbe a una trentina d'anni finanziata da un "primario istituto" straniero.

Il resto, è tutto altrettanto vago: a che punto è la fattibilità, quanto tempo durerebbero i lavori - si parla di tre anni per il primo tratto, nove per l'opera completa -, chi gestirà il servizio, e a che prezzo (giusto adesso che è appena finito il primo round intorno al costo del trasporto pubblico). Ma non tanto vago da non meritare una voce sulla wikipedia, nell'interessante sezione "Castelli in aria".




Le reazioni vanno dal tsé-vabbè con risatina ironica, all'entusiasmo, passando per l'elenco di tutte le cose migliori e più urgenti in cui spendere ed ai riferimenti alla monorotaia di Springfield. Il fatto è che come detto, il pacchetto arriva preconfezionato dalla nazione e lo si prende così com'è, o niente. Cioè, con l'aria che tira lo si prende, anche perché il portafogli della nazione (dicono i cattivi come parte dell'appoggio reciproco fra il sindaco e la presidenza, entrambi in crisi d'immagine nella regione) sta per finanziare anche il completamento della circonvallazione, del sistema fognario e una rimodernata all'ospedale comunale. Il punto è se veramente tutte queste opere si faranno (e nei tempi previsti) o se rimarranno nel limbo della "politica degli annunci".

miércoles, 21 de mayo de 2008

Tempi duri

Piano! Ritorna, dopo 30 anni dice il giornale, la polizia stradale della provincia di Córdoba. Cinquecentocinquanta agenti, 74 auto e un aereo, distribuiti su 14 postazioni fisse più (ovvio) attività di pattuglia mobile. Cosa sorprendente, almeno per me, è questa mappa delle zone controllate - sui tratti non coperti famo come ce pare? Altra sorpresa sono i molti commenti perplessi: pare che la stradale fosse famosa (e per questo sia stata soppressa) per una certa tendenza alla, diciamo, esazione non dovuta. Forse è anche per questo, oltre ala vocazione educativa, che il governo ha chiarito pubblicamente che per i primi tre mesi in caso di contravvenzione non ci saranno multe ma solo sensibilizzazione.

Un altro che se la sta vedendo brutta è il sindaco di Córdoba città, che sta prendendo schiaffoni su due fronti: trasporto pubblico e nuovo sistema della raccolta rifiuti. Sul primo si è proprio perso per strada (...) la maggioranza, per dieci centesimi di differenza nell'aumento proposto per il biglietto. Dalla parte degli utenti, non aiuta che giusto un paio di giorni fa una ragazza sia stata ferita alle gambe dal differenziale di un filobus che ha attraversato il pavimento. Sul secondo, l'introduzione dei cassonetti (differenziati asciutto/umido) è una calamita di insulti al sindaco. Il povero Giacomino - si chiama così, non sto facendo il cretino - è appena all'inizio del mandato ed è già praticamente solo e senza una lira. Ha già aumentato le imposte comunali, vuole aumentare il biglietto, metterti un cassonetto davanti casa, e "domare" i dipendenti comunali: come popolarità gli manca solo la tassa sul macinato. Salvo che arrivino vagonate di soldi dal governo nazionale, saranno anni di tenda a ossigeno.

miércoles, 14 de mayo de 2008

Something is burning?

Uno. Da una settimana, no, da dieci giorni mi sveglio tutte le mattine con notizie dalla protesta agricola, interviste ai protagonisti della protesta, interviste a opinionisti che parlano della protesta, editoriali sulle ragioni della protesta, allarmismi sulle conseguenze della protesta. Tutto visto dalla parte della protesta, ovvio. Roba da farti innamorare della Cristina. Il tutto perché gli agricoltori sono tornati per strada, anche se stavolta salvo cani sciolti non per bloccarle come la volta scorsa. Che devo fare, mettere la radiosveglia sulla pop-classics? Così mi becco Mariah Carey alle sei e venti?

Due. Dicevo, allarmismi. Qualche giorno fa al tg di uno dei (due) canali mainstream cordobesi, servizio (anticipatorio, e dico poco) sul problema della mancanza di generi di prima necessità (a trattative appena fallite, e nuova protesta appena iniziata). Presentazione: "tutti stanno facendo incetta nei supermercati". Servizio: due tipi che avevano comprato un chilo di carne in più, due signore con un litro di latte uno di olio un chilo di zucchero e un pacco di pasta nel carrello. Se era incetta, era abbastanza sobria. Dev'essere l'essenzialità cordobese.

Tre. La vicina di casa, che fa la venditrice, ha cambiato lavoro da poco.
- Allora come va?
- Eh, come tutto in questo paese...
- Cioè?
- Lento, si vende poco, è tutto fermo.
Il figlio di un'amica di famiglia, che ha uno scuolabus (mercedes nuovo di pacca).
- Ah sicché hai uno scuolabus...
- Eh sì... si vivicchia, sai, in questo paese...
Erano almeno sei anni che non sentivo l'espressione "in questo paese..." la cui parte preoccupante sono i tre puntini.
Due volte lo stesso giorno, poi.

Quattro. Come andiamo a Giorgio Washington? Sono riapparse le file davanti ai cambiavalute, filette di venti, venticinque, mica tutto il giro dell'isolato, ma tutti a comprare dollari, per mettere al riparo i bajocchi. E poi gira una catena di email che dice che l'inflazione si è svegliata e a mezzanotte va, e che ci sarà l'assalto alle banche, e che ci sarà di nuovo il corralito, e nascerà un vitello a due teste e occhio ai primogeniti. Tanto gira la voce che esce la presidentessa del banco nación a dire che non è vero niente, e cosa di meglio per soddisfare i complottisti? Ha detto che non è vero, quindi domani compriamo altri duemila dollari! E poi la saggezza popolare dice che il paese va avanti a cicli di dieci anni, e sono già sei che non avvengono tragedie economico-finanziarie. Ha tutta l'aria della palletta di neve dei cartoni animati, che inizia a rotolare. Mi rifiuto di credere che sia vero (e i famosi fondamentali vanno quasi a gonfie vele), ma la tendenza alla profezia suicida autocompiuta è degna di nota. Vediamo di darci una calmata.

jueves, 1 de mayo de 2008

Toc toc...


Achiras, Córdoba. E io che mi lamentavo del tipo che ci è caduto sul marciapiede con lo scooter.

Foto de La Voz del Interior

martes, 29 de abril de 2008

Più politico che privato

In molti hanno scritto e commentato sul caso di María Eugenia Sampallo Barragán, la ragazza figlia di desaparecidos che ha portato in tribunale la coppia che l'aveva, diciamo, presa in custodia. I due non-genitori non-adottivi sono stati condannati in primo grado nei giorni scorsi.

Mi ha altrettanto colpito la storia di Evelyn, di cui si è parlato meno in giro. La vicenda è simile. Anche Evelyn è nata in un centro di detenzione, anche i suoi genitori sono stati fatti sparire. Ma il suo rapporto con la "nuova" famiglia è meno conflittivo, e lei è al centro di una battaglia legale, e mediatica, e mi allargo, socio-culturale. Evelyn ha sempre rifiutato il test del dna, per non offrire una prova ad una eventuale incriminazione dei secondi "suoi". La corte suprema le ha dato ragione nel 2003, ma i campioni che servivano all'analisi sono stati ricavati da oggetti personali sequestrati in casa sua e il dna ha confermato l'identità dei suoi genitori biologici. La povera Evelyn è quindi strattonatissima da una parte e dall'altra, fra chi la vuole come "caso esemplare" del recupero dei nipoti (vedi prima pagina di P/12 del 23/4 qua sotto), e la spesso malintenzionatissima "contra" dell'attività delle Abuelas. Non mi metto nella questione legale perché non ne ho i mezzi, ma nella faccenda ci sono un paio di cose che a naso mi lasciano abbastanza perplesso.

Una è questa affermazione di uno degli avvocati di Abuelas intervistato da P/12:

D –Il momento della decisione di sottoporsi alle analisi dev'essere quello più difficile, soprattutto per le conseguenze che possono sorgere per le persone che li hanno allevati.

R –Esatto, e adesso la decisione è dello Stato. E questa metodologia (quella del campionamento "indiretto", nota mia) affida allo Stato questa decisione che altrimenti rimane in mano ai ragazzi, che in questo modo sono di nuovo resi vittime. Chi ha l'obbligo di risolverla è lo Stato, che ha generato il conflitto durante la dittatura e anche in epoca democratica, visto che i delitti sono continuati.

L'altra è in un documento firmato da alcuni nipoti recuperati, che sta sul blog dedicato al processo Sampallo-Barragán:

Il diritto all'identità è un diritto umano, e come tale irrinunciabile. E' altrettanto importante che il diritto alla vita, alla libertà e all'integrità fisica. Nessuno deve decidere se vuole o no esercitare questo diritto, perché è lo Stato il responsabile di garantirlo e preservarlo.

Lascio senza commento perché sarebbe sparare alla croce rossa, ma forse qualcuno può pensare che gli argomenti siano meno contorti di quanto sembra a me.

La sorpresa è stata scoprire in compagnia di chi sono in queste perplessità. Avevo dei pregiudizi, è chiaro, e mi sbagliavo.


domingo, 27 de abril de 2008

la maestà der colosseooooo

Scambio di battute (riassunto) fra Rutelli e Alemanno a Matrix:

Rutelli: - Il vostro governo di centrodestra ha fatto entrare in Italia centotrentamila romeni!
Alemanno: - Lasciamo stare la nazionalità, bisogna mandare via quelli che violano la legge.

Domanda: qual è il candidato della destra?